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Francia, se i parrucchieri fanno lo sciopero della musica

I tempi sono quelli che sono e l'industria discografica – nonché le società nazionali incaricate di riscuotere le royalties – se ne inventa di tutti i colori per raschiare il fondo del barile. Adesso tocca alla Francia: pare che sia infatti in arrivo una maxi-tassa sul copyright per la riproduzione della musica nei locali pubblici.

Parrucchieri, negozi di ogni genere, ristoranti, bar, caffè, centri commerciali, addirittura aeroporti: tutti nel mirino della possibile nuova imposta sulla musica. La notizia, tuttavia, non è stata accolta nel silenzio, tutt'altro. I titolari dei pubblici esercizi francesi hanno infatti minacciato uno sciopero se venisse confermato l'arrivo di questo fardello sulla riproduzione musicale. Da applicare in quale modo? Semplice: spegnendo tutto. Affidandosi al silenzio assoluto.

I primi a decretare il silenzio di protesta, secondo quanto riportato dall'Ansa, sono stati i parrucchieri di Strasburgo. in realtà, un'imposta del genere già esiste ma non è particolarmente salata: con gli aumenti previsti, per fare un esempio, un salone con otto dipendenti si troverebbe a pagare 263 euro l'anno contro i 32 attuali. Secondo il ministro della Cultura gli aumenti sono inevitabili, visto che la tassa è invariata dal 1983.

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