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Frankie Hi nrg - Ero un autarchico

Etichetta: Bmg - Voto: 6
Brano migliore: L'inutile (feat. Paola Cortellesi)

Dopo 6 anni torna sulle scene uno degli artisti italiani più propositivi e originali, con un lavoro sospeso tra intuizioni felici, collaborazioni efficaci e improvisi cali d'ispirazione, deludendo in parte le aspettative.


a cura di 
Zoro

Frankie Hi nrg, uno dei pochi uomini di spettacolo col nome d'arte meno d'impatto di quello d'anagrafe (Francesco Di Gesù), è stato il primo rapper italiano che mi abbia effettivamente comunicato qualcosa.
Dopo di lui, ad esser sincero, poco altro nel genere: la parentesi dell'abruzzese Lou X del quale si son poi perse le tracce, il trash del Piotta, e più di recente l'esilarante e talentuoso Capa Rezza.
Fight da faida è stato un pezzo di quelli dei quali impari a memoria le parole per ripeterle meccanicamente anche 20 anni dopo, assaporando con il tempo il messaggio di rime che anche solo con la forza della metrica erano in grado di coinvolgere e plagiare l'ascoltatore.
Dopo tanti anni e dopo altri successi, il versatile rapper video maker di Città di Castello resta uno da ascoltare, da analizzare nelle sue trovate, da perlustrare nei rivoli dei suoi ricercati giochi di parole, uno che se esce con un disco lo fa per dire qualcosa. Ascoltandolo, tuttavia, lo smalto dei bei tempi sembra un po' smorto, il suo percorso più prevedibile.
Di questo elaborato disco zeppo di collaborazioni, intermezzi, stacchetti e citazioni le cose migliori sono quelle che vedono Frankie defilato quando non autoescluso.
I due monologhi di Antonio Rezza sono perle autoriali antologicamente note che nessun Zelig è ancora riuscito a pareggiare e per le quali non si sa se complimentarsi con Frankie per averle registrate sul suo cd o lagnarsi per il ritardo con il quale qualcuno che poteva valorizzarle se ne è finalmente accorto. La voce tremolante di Franca Valeri in apertura e chiusura di disco e il "rap inconcludente" ritornellato dalla poliedrica Paola Cortellesi ne l'Inutile sono altre trovate pregevoli che ben s'incastonano nel format adottato dal rapper. Ma l'ascolto del disco non può e non deve limitarsi a queste piacevoli parentesi, deve proseguire per tutto il disco, tra le 17 tracce (più una fantasma) dalle quali si intuisce in maniera abbastanza preoccupante l'appannata vena creativa di una delle menti musicali più sveglie del recente panorama nostrano.
A momenti alti come il rancoroso singolo Chiedi chiedi o Gli accontentabili, ne seguono altri abbastanza scontati quando non decisamente deludenti come Anima Nera, con la collaborazione di un Pacifico che ricorda inaspettatamente i Gemelli Diversi.
Insomma, Frankie è tornato dopo 6 anni e ne sono contento, ma da uno come lui ci si poteva aspettare qualcosa di più, un esemplare colpo di stile che desse una salutare verniciata di fresco alla mediocre scena rap italiana, scena alla quale non può essere sufficiente il solo Capa Rezza per aumentare di senso e qualità.
Questo disco era un'occasione, colta solo in parte.
 

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