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Gaslight Anthem, a Milano i nuovi pupilli del Boss

"Io amo Bruce Springsteen, Tom Petty, Van Morrison e tutti i ragazzi che suonano la loro musica con l’anima mentre ci raccontano le loro storie". Parola di Brian Fallon, voce e chitarra dei Gaslight Anthem, che arrvano a Milano sabato 24 febbraio. E ci mancherebbe che il Boss non figurasse fra i loro riferimenti artistici principali. La rock band del New Jersey è infatti uno dei nuovi pallini di Springsteen, che ne parla appena può davanti a ogni platea, garantendo una promozione inarrivabile. Li ha citati addirittura l'altra sera, nell'intervista che precede l'esibizione al Super Bowl. Davanti a 100 milioni di spettatori.

Una musica, quella del quartetto di New Brunswick, che d'altronde deve molto all'influenza del proprio illustre padre putativo: un suono veloce, venato di folk e che rientra a pieno titolo nella tradizione del cosiddetto Jersey Shore sound. Ma che non disprezza tirate più ruvide dove aleggia il punk della scena hardcore. Una band moderna e vecchia al contempo, che ha quantomeno il pregio di tentare di proporre qualcosa di autentico senza scimmiottare new wave of the new wave o revival posticci che troppo stressano le nostre orecchie. Due i dischi all'attivo, Sink or Swim del 2007 e l'apprezzatissimo The 59' Sound dell'anno successivo.

I Gaslight Anthem sono attualmente in tour in Europa (dove stanno facendo registrare un sold out appresso all'altro) e sbarcheranno in Italia a fine mese, sabato 24 febbraio, allo Zoe di Milano, per la loro unica puntata nel Belpaese. "Penso che siamo una band onesta con le persone - ha dicharato ancora Fallon - ma il nostro successo è un regalo e non un credito che abbiamo con nessuno, ci sono molte bands migliori di noi che non hanno lo stesso successo, sono cose strane e noi siamo molto grati per quello che stiamo ottenendo".

La performance dei Gaslight Anthem al David Letterman del 30 gennaio

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