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Gianni Bella contro la giuria comunista

Qualcuno (in giuria) era comunista. Lo urla Gianni Bella, deluso per il sessanta rifilatogli dalla commissione di qualità sanremese.
Tutta colpa della candidatura per Alleanza Nazionale della sorella Marcella secondo il cantante siciliano, che lancia, fragoroso, il suo j’accuse politico dalle colonne di Sorrisi.

"La giuria di qualità ha dato voti strumentali, da pseudo-intellettuali di sinistra", ha detto il cantante. "Mia sorella si è presentata alle Europee per An e questo ci ha danneggiato. Erano musicalmente ignoranti e hanno dato voti di simpatia, riesco a capire se una giuria ha le qualità per valutare una canzone. Era solo un gruppo di attori e soubrette messo insieme per fare "colore" in tv. La giuria la fai con professionisti della musica o non la fai per niente".

Gianni Bella si sarebbe riferito in particolar modo a Alba Parietti, Massimo Ghini, Barbara Palombelli (moglie di Francesco Rutelli), Antonio Caprarica (direttore Gr Rai) che non hanno mai nascosto le proprie simpatie per la sinistra.

La giuria di qualità ha inciso per il 20% sul risultato finale. E per l’altro 80%? Ad ascoltare Gianni Bella, se i gusti politici degli italiani si dovessero misurare sul gradimento di “forever sempre”, Prodi e i suoi potrebbero dormire sonni tranquilli.

Gianni e Marcella Bella - Forever Per sempre


Il video della premiazione dei Big nella serata finale

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