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Giardini di Mirò - Dividing Opinions

Etichetta: Homesleep - Voto: 8
Brano migliore: Cold Perfection

Le Dividing Opinions del titolo ben si adattano alle critiche che si possono leggere in giro riguardo il nuovo disco dei Giardini di Mirò.
C’è chi urla al capolavoro e chi, invece, abituato ai guizzi innovativi del gruppo reggiano, avrebbe preferito qualche sorpresa in più.

GdM, giunti al terzo album, si permettono il lusso di imporre una continuità, per certi versi più immediata, a quello che può essere considerato il loro classico sound fatto di un dispettoso romanticismo, servito su telai spigolosi e suadenti a rievocare a tratti i Mogwai e, più spesso in questo nuovo lavoro, certe trame tipiche dei Blonde Redhead più recenti.

L’opera solista dello scorso anno del tastierista Luca di Mira dietro il moniker Pillow (Flowing Seasons), può essere considerato, per certi aspetti, l’album di transizione che porta a questo nuovo capitolo del gruppo. Gli sviluppi orchestrali, a volte soavemente glitch (Spectral Woman) altri stupendamente rigogliosi (Broken By), derivano sicuramente da quell’esperienza.
Ciò che giunge assolutamente indiscutibile è il raggiungimento, mentre la band compie dieci anni d’attività, di una coscienza artistica davvero rigorosa e diligente.

Una consapevolezza che, inevitabilmente, si manifesta con le canzoni di un disco di livello davvero altissimo. E non, come si potrebbe immaginare, per lo standard italiano. Dividing Opinions ha un respiro internazionale che non faticherà, m’immagino, a funzionare anche oltre confine e senza bisogno di operazioni di riedizione (come accaduto col tentativo internazionale di Afterhours, per fare un esempio).

Dopo la dipartita di Alessandro Raina, che in “Punk… not Diet!” ne aveva chiuso l’epoca strumentale, il gruppo non se l’è sentita di tornare indietro e i due chitarristi (Nuccini/Riverberi) si sono reinventati cantanti condividendo il microfono per molte  tracce dell’album con altre voci, diciamo così, ospiti: C’è quella consueta di Kaye Brewster, che nell’album interpreta  Clairvoyance e ci sono quelle illustri di Jonathan Clancy (dei Settlefish) sulla title track e Glenn Johnson (dei Piano Magic) sulla bellissima Self Help.
La bella foto copertina è uno scatto storico che riprende la manifestazione di Piazza Vittoria a Reggio Emilia del luglio 1960, durante la quale morirono cinque persone per mano delle forze dell’ordine. Per i reggiani la foto famosissima. Nella piazza dove avvennero gli scontri c’è un monumento che la espone. “(…) abbiamo pensato di incupire quella foto, quasi volessimo togliergli la patina del tempo e renderla "atemporale". La funzione del ricordo e della memoria è appunto questa. Togliere il tempo alle cose passate e farne qualcosa che non si distrugge ma resta invariato.”. Ecco, in queste parole di Corrado Nuccini, si può sintetizzare l’intendo del gruppo e lo sviluppo del loro nuovo album. Un disco intenso e bellissimo dove il romanticismo e l’amore riescono a convivere con l’impegno sociale e quello politico facendone i due cardini principali.
Uno dei dischi migliori usciti negli ultimi tempi che ritroveremo con certezza nelle posizioni alte della classifica di fine anno.

Giardini di Mirò – Dividing Opinions Tour:
01/02: Torino (Hiroshima)
02/02: Treviso (New Age)
03/02: Roma (Circolo Degli Artisti)
09/02: Verona (Interzona)
10/02: Rimini (Velvet)
16/02: Milano (Rainbow)
17/02: Firenze (Flog)

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