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Gino Paoli: "Io, ex alcolista"

Gino Paoli e il whisky. Un amore lungo 15 anni, raccontato dallo stesso artista italiano senza vergogna sul Corriere della Sera.
"Ricordo quando cominciò. Era il 1961, estate, notte calda, avvolgente. Ero seduto al bancone del bar a bere un pò di latte. Sergio Bernardini (proprietario della mitica Bussola di Viareggio) mi sfidò e io azzardai un'ordinazione inconsueta: whisky e sigaretta. La mia storia con l'alcol è cominciata così, senza che me ne accorgessi".

Nata da uno sfottò, la dipendenza dall'alcol di Gino Paoli è andata avanti per molti anni. "Da principiante, reggevo il bicchiere alla grande", ha confidato l'artista. "Fu una fregatura. Il fatto di non essere mai ubriaco mi autorizzava ad andare avanti. Insomma, avevo una predisposizione naturale, un vero talento. Quanto mi scolavo? Non glielo dico. Tanto, tantissimo. Solo superalcolici, solo whisky. Avevo capito che il segreto per non sbronzarsi e non andare in tilt era evitare di mescolare più roba".

A settembre Gino Paoli riceverà un premio dall'Anca Lombardia (Associazione nazionale contro alcolismo) per il "suo impegno e la sua testimonianza".
Alla fine Paoli vinse la sua personale vittoria sul whisky, cercata con determinazione dopo la morte per alcolismo del fratello ("Me l'ha tenuta nascosta per vent'anni. Il giorno insegnava fisica all'università, la notte beveva, da solo, come un pazzo. Fino a quando la moglie non è venuta a chiederci aiuto. Ma non c'era più nulla da fare") .

Della sua dipendenza, però Gino Paoli non ne ha mai parlato nei suoi testi: "Sarebbero venute fuori canzoni tristissime, come scrivere di droga. L'alcol è come la droga".

La chiusura dell'intervista è sulle stragi all'uscita della discoteca per via dell'abuso di alcol. "Se fai male solo a te stesso, pazienza, nessuno può sindacare sulle tue scelte. Ma se ammazzi gli altri sei un vero stronzo. E allora io dico. Non facciamoli salire in macchina gli ubriachi. Ehi ragazzo, dammi le chiavi della macchina, tu da qui non esci. O facciamo così o sulle strade si continuerà a morire. Ma la volontà forte di intervenire non c'è. Perché l'alcol è un business e cosa ti aspetti da uno Stato che proibisce il fumo e poi mette il sigillo sui pacchetti di sigarette?".

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