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Green Day - American Idiot

Etichetta: Warner Voto: 6.5/7
Brani Migliori: American Idiot - Extraordinary Girl Wake Me Up When September Ends
 
Una cosa è certa, George Bush potrà essere accusato di ogni nefandezza a questo mondo, ma un merito bisogna riconoscerglielo: quello di essere una vera e propria manna per lindustria discografica. Dalle compilation Rock Against Bush, all Hail To The Thief dei Radiohead, dalla Bu$hleaguer dei Pearl Jam a questo American Idiot, ultima fatica in studio dei tre californiani dagli eterni capelli a spazzola, qualsiasi disco nato sotto il segno del presidente in carica si ritrova di sicuro dalla sua una buona stella in più.
Forse in questo caso siamo di fronte allesempio più lampante.
 
Ai Green Day è bastato buttarsi nel filone di protesta (con una buona fede che, sia chiaro, non è oggetto di discussione in questa sede) per dare una netta sterzata ad una parabola discendente che, dai fasti planetari di Dookie del 94, ad ogni uscita li vedeva scivolare sempre più verso un ritorno a quel pubblico di nicchia dal quale, per inciso, provenivano.
 
Contorno a parte, American Idiot si presenta come una naturale continuazione del discorso che i melodramatic fools, seppur tra alti e bassi, portano avanti da una quindicina danni: un punk-rock diretto, piacevole ed orecchiabile (attività nel quale  B.J. Armstrong si conferma il solito peso massimo) in cui trovano spazio inquietudini, paranoie e disgusti del giovane alienato a stelle e strisce.

Magari, per evitare di apparire eccessivamente ripetitivi, si è cercato in questo lavoro di dare qualche ritocchino alla confezione, come nel caso di Jesus Of Suburbia e Homecoming, due suite composte dall'unione di più canzoni, o Are We The Waiting, tentativo poco credibile di inno corale ed epico: elementi di novità che si rivelano effimeri se messi di fronte ai momenti in cui i Green Day fanno quello che sanno fare meglio: belle melodie elettriche.
 
Extraordinary Girl, brano che deve molto a Another Love Song dei Queens Of The Stone Age, Wake Me Up When September Ends, Whatshername e lacustica Boulevard Of Broken Dreams, sono infatti dei pezzi di bravura che sembrano non stancare mai. Stesso discorso per la title-track American Idiot (a proposito, bellissimo video) che, tuttavia, ad un attento ascolto dei testi fa venire più di qualche pensiero malizioso: sentir cantare di one nation controlled by the media da un gruppo che deve le sue fortune economiche soprattutto ad unindimenticabile ed ossessiva heavy rotation di Basket Case su MTV (soggetto che in quanto a control non scherza affatto) diciamo che qualche prurito lo provoca pure.
 
Ma tantè.
Ora non è tempo di dietrologie e processi alle intenzioni. Ora siamo in trincea e la causa viene prima di tutto, no?
 
 
In rete:
GreenDay.com (sito ufficiale)
Green Day Ok (in italiano)

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