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I musulmani malesi: "Stop a Beyoncé"

Ormai dev'essere uno sport internazionale: si chiama tiro alla star. Dopo i Black Eyed Peas, proprio nella stessa Malesia, anche la povera Beyoncé rischia di crollare sotto il fuoco incrociato degli inturbantati e barbosi fondamentalisti islamici.

Il partito islamico all'opposizione in Malesia ha infatti chiesto che la cantante statunitense annulli il suo concerto nel paese del Sudest asiatico, due anni dopo aver impedito alla cantante americana di esibirsi per "ragioni morali".

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Il famigerato Partito islamico Pan-malaysiano (Pas) era infatti già riuscito a far cancellare un concerto di Beyoncé, e l'anno scorso ha cercato di impedire alla canadese Avril Lavigne di esibirsi nel paese a maggioranza musulmana in cui vivono circa 27 milioni di persone.

"Siamo contrari all'intrattenimento occidentale che promuove l'edonismo. Non vogliamo che i nostri giovani vengano fuorviati", ha detto tale Ahmad Sabki, vice presidente di Pas Youth, l'ala giovane (e come spesso accade la meno incline ai compromessi) secondo quanto riportato ieri dal quotidiano New Straits Times.

Beyoncé no sembra voler mollare: se le sarà permesso si esibirà per la prima volta in Malaysia il prossimo 25 ottobre, nel corso della sua tournée mondiale.

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