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I R.E.M. diventano Rem e compiono trent'anni

di Simone Cosimi 

Trent'anni che hanno fatto l'alternative rock statunitense. E forgiato la cifra di uno stile a beneficio di mezzo mondo. Quando trasmettere pezzi tutto chitarra e parole non era poi così di moda, nelle nostalgiche college radio oggi zeppe di fenomenucci Disney usa e getta. Anzi. Le cifre parlano chiaro: 22 dischi pubblicati, 14 in studio, uno dal vivo, sette raccolte. Tornano i Rem. Pardon: R.E.M. (anche se ancora per poco, a quanto pare).

La band di Athens, Georgia – dove Michael Stipe, Peter Buck, Mike Mills e Bill Berry s'incontrano nelle aule universitarie (studiavano arte, of course) – è tornata in studio a braccetto del produttore irlandese Jacknife Lee per mettersi al lavoro sul prossimo disco. Base di partenza: i demo incisi a New Orleans lo scorso autunno (leggi la news). Non finisce qui: il web sarà al centro del progetto. Più di quanto accaduto col precedente Accelerate. In mezzo ci lavoreranno tutti: il gioiello di famiglia iLike (dove l'album del 2008 fu interamente ascoltabile in streaming), Hypemachine e Lastfm. Il mondo cambia, gli ar-i-em prendono le loro contromisure.

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Dell'album in lavorazione, ovviamente, si sa poco o nulla. Se non che la strada dovrebbe essere quella (ri)aperta proprio dallo sbilenco Accelerate: il fatidico ritorno alle origini. Dalle parti di Lifes Rich Pageant (magari!) o anche più in là, fino al 1992 di Automatic for the People, trascinato dall'inno generazionale uscito l'anno precedente e contenuto in Out of Time, l'immortale Losing My Religion. Un pezzo su cui ancora oggi, a quasi vent'anni dalla pubblicazione, continuano a crescere e piangere milioni di adolescenti – insieme ai loro fratelli maggiori e a qualche papà. La gente che sta dentro al nuovo album, tornando alle odierne faccende, è infatti la stessa di due anni fa: dal produttore ai turnisti. L'uscita, secondo i ben informati, è da collocare ai primi dell'anno prossimo.

La notizia sicura, invece, è un'altra. E va bene che appartiene all'estetica, ma una rock band è intessuta d'estetica e immagine, di nomi, valori e simboli più di quanto, a volte, sia vestita di musica. Addio puntini. Dall'amato-odiato acronimo R.E.M., il prossimo disco sarà firmato semplicemente Rem: 'C'è voluto del tempo – ha spiegato Stipe – sono contento che alla fine abbiamo preso insieme questa decisione che sarà l'unica a riguardo da qui in avanti'. Esiti raggiunti dai pervicacissimi giornalisti di Sua maestà: 'La stampa britannica – fa sapere Mike Mills - ha sempre usato la dizione Rem per cui abbiamo pensato che se non puoi batterli tanto vale passare dalla loro parte'. A proposito: ma voi l'avete mai incontrato Mike Stipe sotto casa?

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