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Iggy Pop, 18 pagine di ordini per i concerti

Diciotto pagine di veri e propri "ordini" che il local promoter di ogni data deve eseguire a puntino prima di ogni concerto. Iggy Pop non bada a dettagli tecnici ma nemmeno a bizzarrie che, a quanto pare, avrebbe annotato di suo pugno in questo rider, sorta di documento che accompagna ogni evento live.

Oltre a svariati amplificatori Marshall e a una batteria che non sia nera, l'iguana del rock pretende un grosso ventilatore da palco “in modo che possa mettermi un foulard e far finta d’essere in un video dei Bon Jovi”, un tecnico dei monitor “che parli bene inglese e non sia un grasso hippy barbuto”, un mixer “che non deve essere Yamaha o digitale o altrimenti lo farò a pezzi”, un “parcheggio per cinque auto, non usiamo pullman”, caffé forte e tè, cibo “senza pesticidi o morbo della mucca pazza, due non ben identificate “pizze enormi”, dodici bottiglie “di buona birra” e cena per dieci persone. Ma non è finita qui.

Iggy mette ancora nel conto: un mazzo di carte, miele, limoni, un quotidiano in lingua inglese, una persona “vestita come Bob Hope, due bottiglie di vino rosso (tipo Bordeaux o Barolo), un’altra cassa di birra (“Comprate qualcosa di buono, quindi qualcosa che non inizi con la lettera B e termini con udweiser”), una bottiglia di vodka, una cassa di Coca-Cola, pane, pesce affumicato, tonno in scatolette, molto ghiaccio e una moto BMW K1200.

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