Excite

Iggy & The Stooges Live @ Traffic Torino Free Festival

Era probabilmente levento live più atteso di questa estate. E fa piacere che ad aggiudicarselo siano stati quelli del Traffic Festival di Torino: unarticolata ed intelligente manifestazione che, già al primo anno di vita, rischia di diventare uno dei punti fissi del calendario degli appassionati di musica rock e non solo.

 
Perfetta la location (un bel parco alla periferia di Torino), perfette le condizioni meteorologiche: le premesse per una serata indimenticabile cerano tutte, se si esclude ovviamente linutile, come spesso accade in questi casi, set dei supporter Dirty Americans (già il nome...), un gruppo hard rock tamarro di Detroit tutto fuck, i fell good, make some noise buoni al massimo per la sigla di Mc.Gyver.
 
Mentre i tecnici sono ancora impegnati alla messa a punto del palco, verso le undici meno un quarto, su un angolo del palco si materializza, già scalpitante ed iperattivo, il fascio di nervi con liperlordosi più leggendario della storia del rock.
Boato.
Vestito come al solito solo di un paio di Jeans stretti a vita bassa liguana saluta tutti mentre Ron Asheton fa partire il riff di Loose. Altro boato.
 
Comincia così latteso rito, che il sacerdote officia con tutto il suo solito irresistibile armamentario di scatti, urla, boccacce, corse, pose, diti medi e simulazioni di coiti. E quello che il pubblico si aspetta: se quelle cose le facesse qualcun altro sembrerebbe patetico, ma lui è insieme sacerdote e icona. Lui può.
Segue Down On The Street, poi un uno-due che manda il pubblico in delirio: 1969 (a song with a wonderful number) e I Wanna Be Your Dog. Si fa davvero fatica a stare in piedi nel pogo.

Durante Real Cool Time, come accade spesso ai suoi concerti, Iggy fa salire sul palco una trentina di ragazzi delle prime file. I primi cinque fortunati si fiondano su di lui con talmente tanta foga che liguana va al tappeto rimanendo così seppellita sotto i fan. Salvato dalla security, Iggy canta tutta la successiva No Fun con quellorda di scalmanati poco lucidi sul palco, difendendosi con spintoni e gomitate. Alla fine li congeda con un Thanks to the dancers.
Continua (1970 Fun House tra le altre) con il livello della voce che scende sempre di più, in modo direttamente proporzionale allaltezza dei suoi jeans, i quali ad un certo punto sono talmente in basso da lasciare ben poco spazio allimmaginazione.
Non scende invece il livello di adrenalina in corpo al signor Osterberg che continua come un forsennato a fare il suo mestiere facendosi di continuo il palco in lungo e in largo, andando a volte nella foga a sbattere contro i suoi compagni di palco.

Con tre pezzi dallultimo album in studio dellanno scorso: Skull Ring, Dead Rockstar (con Iggy introduce sentenziando che Theres nothing worse than a rockstar, theres nothing better than a dead rockstar) e Little Electric Chair, si chiude dopo poco meno di unora la prima parte del concerto.
 
Bis finale con Not Right e (bis nel vero senso della parola) di nuovo I Wanna Be You Dog. Alla fine applausi, cori, e Iggy che dispensa I Love You a destra e a manca.
In tutto poco più di unora: probabilmente meglio così, dubitiamo che avrebbe retto ancora per molto.
 
Uno show breve ed intenso insomma, come solo il grande rock sa e deve essere.
Grandissimi.
 
 
In rete:

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017