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Il concerto del Primo Maggio the day after

I detrattori la fanno facile: l’anno scorso c’era Vasco, gli anni passati parata di ospiti internazionali, ergo l’edizione 2010 del live del Primo Maggio a Roma (concerto voluto da Cgil, Cisl e Uil), non è andata bene. Un attimo. Lo scorso sabato sul palco si sono alternati nomi importanti del panorama italiano. Alle 14 già la piazza fremeva e a San Giovanni, alla fine della fiera, ci sono state 700mila persone.

Sul palco lo special guest quest’anno rispondeva al nome di Paolo Nutini - nel 2006 il suo disco di debutto ha venduto più di due milioni di copie e il successivo Sunny Side Up è disco d’oro. Tra la folla le consuete bandiere con i quattro mori, qualche striscione (compresa l’ultima frase della poesia di Eduardo “E pparole” tradotta in italiano). ‘Meno cori del solito’, dice l’organizzatore Marco Godano anche se da dietro il palco, qualche bel ‘Berlusconi pezzo di’ si è sentito distintamente per almeno un paio di volte nell’arco di tutta la giornata. Artisti come piovesse si sono alternati sul palco, con interessanti progetti come i Marvanza Reggae Sound e grandi glorie italiane come Edoardo Bennato (che ha fatto cambio con l’esibizione di Roy Paci e Aretruska, trasferiti alla sera anche se il cantante è passato più volte sulla scena di questo Primo Maggio).

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Molti quelli che si dimostrano entusiasti perché l’hanno sempre vissuto da pubblico, il ‘concertone’. Come Simone Cristicchi, che si lascia placcare dalla stampa per dichiarazioni (ma anche foto e autografi: ‘Sono onorato, per me è la prima volta, di solito ero dall’altra parte’. Emozionata anche la blindatissima Nina Zilli, che dal tacco 12 alla tuta e scarpe da tennis non rinuncia al fiorellone rosa tra i capelli: ‘Avevo pochissimi minuti a disposizione e mi sembrava importante parlare dell’immobilità di noi giovani – dice riferendosi a ‘Tutte le volte’ – dovremmo avere la forza di dedicarlo a tutti. Come dicevano i Blues Brothers, siamo in missione per conto di Dio!’.

Roy Paci coglie l’occasione per ricordare la condizione dei lavoratori (visto che poi, in effetti, sarebbe il primo maggio): ‘ E’ il momento di riflettere, non facciamo come quelli che si mettono la pelliccia per andare a visitare i propri morti. Io da siciliano ricordo gli operai di Termini Merese. La gente sta a pezzi’. Rincara la dose l’attore Elio Germano: ‘Bisognerebbe avere il coraggio di parlare del Cie di Ponte Galeria, che a me sembra un lager’. Incalzato sui problemi di università e ricerca, sprona: ‘La responsabilità più grande ce l’ha la popolazione: occupate le università!’.

Simone Cristicchi ha cantato con il suo coro dei Minatori di Santa Fiora, per la prima volta ha esordito sul palco di San Giovanni un’Orchestra Classica (Roma Sinfonietta), Vinicio Capossela (tra i blindati insieme a Carmen Consoli) ha acceso gli animi con il suo set da 40 minuti, la cantantessa piace sempre, brava e bella nel suo stile anni Trenta e la versione da bassista con cui ha affrontato il suo Primo Maggio. ‘Un ‘concertone’ più colto del solito, l’ha definito l’organizzatore Marco Godano. E alla faccia di chi ci vuole male, concertone rimane, altro che concertino’. In effetti, la gente c’era. Ha apprezzato. Non solo la musica, ma anche l’alcol: a fine serata una distesa di bottiglie a terra. Ma il concertone resta il concertone, punto.

Dilemmatta

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