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Il mercato musicale italiano vale 3,9 miliardi

Nel 2008 il fatturato del mercato della musica in Italia è stato di 3,9 miliardi di euro, in flessione del 4% sull'anno precedente. E se la musica sparsa (diffusa all'interno di attività ludiche e ricreative, dalle discoteche al comparto radiofonico) si conferma il segmento di maggiori dimensioni, la musica digitale registra la crescita maggiore (+35%). Gli strumenti musicali consolidano le buone performance (+3,4%), mentre è in calo il comparto dell'elettronica di consumo (-17,7%). Questi i dati essenziali del Rapporto 2009 sull'Economia della Musica in Italia realizzato dall'Università Iulm di Milano.

"Se escludiamo la flessione di circa il 18% dell'elettronica di consumo audio – sottolinea Luca Barbarito, professore di Economia dei settori allo Iulm e coordinatore della ricerca – il sistema musica avrebbe fatto registrare un modesto calo dello 0,1%, comportandosi come un prodotto culturale e un bene necessario in tempi di crisi".

Secondo Barbarito "ai supporti fisici ha giovato la riduzione dei prezzi, mentre il digitale conferma la sua crescita ma è ben lontano dall'avere espresso tutte le sue potenzialità. Bene la musica sparsa e la raccolta di diritti incrementa la propria quota tra le entrate delle case discografiche".

Dal canto suo il presidente della Siae, Giorgio Assumma, evidenzia la tenuta della discografia italiana nel suo complesso: "In termini di supporti venduti – spiega – sono aumentati del 10% rispetto all'anno precedente. Risulta inoltre in pieno sviluppo il settore radiotelevisivo, cui gli autori e gli editori in primo luogo guardano con fiducia e impegno. Emerge anche un notevole incremento di quel settore che il rapporto definisce come musica sparsa, incremento che costituisce un trend pluriennale, di cui è interessante tener conto anche sotto il profilo sociologico".

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