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Il Nero, Cabo ad Excite: 'Il rock in Italia non è morto. Cuore e cervello, nella vita come sul palco'

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Nella musica come nella poesia, sul lavoro e nella vita di tutti i giorni: la giusta alchimia tra diversi elementi, “cuore e cervello” in sintesi, fa la differenza ed è questa la formula magica usata da Gianluigi Cavallo per costruire progetti innovativi, in grado di lasciare il segno. Un passato da frontman Litfiba, ingiustamente condizionato dalla pesante ombra di Pelù e tuttavia mai rimosso dai tanti fan che adesso ne festeggiano il ritorno sulla scena con un’ondata di entusiasmo fondamentale per il “battesimo di fuoco” de Il Nero e tante idee per il futuro. Chi ama il rock e ne segue le alterne sorti, non può che guardare con speranzoso interesse a Cabo e alla sua band.

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I primi riscontri del singolo "Cuore", sia a livello di pubblico che di critica, sembrano premiare il tuo nuovo lavoro: quale è stata la "scintilla" che ha fatto partire il progetto de "Il Nero"? Galeotta fu la cover di "Heroes"...

Tutta colpa "Vostra"! Ho sempre avuto un rapporto splendido con i fan, amo condividere emozioni, ideali e filosofie. Avevo in mente di tornare a fare musica usando il tempo libero, ma lo avrei voluto fare in modo più pacato, intimo e personale, restando dietro le quinte. Impossibile.

Gli echi esperienze passate sembrano qua e là aleggiare, nel sound e nei testi dell'album "E=MC2", ma cos’hai (anzi avete) "studiato" in questi anni? In altre parole, ci sono influenze e fonti d'ispirazione che ti piace citare?

Adoro prendere il meglio da ogni cosa, filosofia, cultura, musica, letteratura e mi lascio ispirare senza perdere la mia identità. Con umiltà miscelo e distillo la diversità che offre l'esperienza di "vivere". Questo è E=MC2, l'essenza di quanto vissuto in questi anni, della meravigliosa macchina cuore/cervello tutta da scoprire, da programmare verso l'evoluzione.

La musica non è il tuo unico interesse: ti occupi d'informatica, a quanto pare con ottimi risultati. Si tratta, in qualche modo, di due "vasi comunicanti" uno dei quali ispira l'altro?

Ho fondato Virtualcom nel 2008, eravamo in tre con tanti sogni e idee per evolvere le tecnologie online. Se non fossimo stati affiatati come una band, capace di sfidare il vecchio sistema, consci di dover passare notti in bianco ed assumerci rischi non saremmo dove siamo ora..

(Il Nero, Gianluigi Cavallo torna sulla scena col nuovo singolo "Cuore". Video)

Come giudichi il panorama rock attuale? Dopo gli anni '90 in Italia abbiamo avuto una parabola discendente: colpa della tv e dei talent, secondo molti. Vuoi farci dei nomi dei gruppi che ascolti e apprezzi?

Siamo un Paese ricco di genialità e arte che però non trovano respiro e spazio. Credo che il problema stia anche nei manager. Chi dice che il rock in Italia non va, bestemmia: erano in 100.000 al concerto degli AcDc, ma adesso non sanno chi seguire e cosa comprare. I gruppi emergenti troppo spesso invece di sperimentare si trasformano in cover band. I discografici devono cambiare atteggiamento perché se scopri un "Bowie", sei a posto per 40 anni. Lo Stato dovrebbe agevolare i live nei locali sostenendo chi fa musica propria. Ci sono realtà interessanti, citerei i “Teatro degli orrori”.

Tornando al successo di "Cuore", agli intenditori brano è apparso un chiaro segnale del ritorno sulla scena (con intenzioni serie) del "Cavaliere Nero". Basta dare un'occhiata alle recensioni per capire che su di te si sono riaccesi i riflettori della stampa specializzata. Mr Hyde si è svegliato e non tornerà più a dormire?

Si, per sempre: Doctor Gianluigi e Mr. Cabo hanno fatto pace e capito come essere l'amministratore delegato di un'azienda e il leader de “Il Nero”.

La collaborazione col tuo giovanissimo figlio Sebastiano è un valore aggiunto per il gruppo. Cosa diresti agli esordienti come lui che coltivano in proprio, magari senza grandi mezzi la "folle" passione per la musica?

Grazie per i complimenti, quando vedo Sebastiano sul palco, è una sensazione meravigliosa. Ai ragazzi dico: credete in voi stessi, puntate al massimo senza compromessi. Non è facile ma questo fa la differenza: carattere, passione, determinazione, umiltà. Prima di iniziare a rotolare, dovete diventare una pietra...altrimenti la polvere viene portata via dal vento, prima o poi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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