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Il "pappataci" trionfa all'Opera di Roma

Riprende in grande la stagione del teatro dell'Opera di Roma.
In scena fino al 30 ottobre L'Italiana in Algeri di Gioacchino Rossini con un cast stellare. Emozioni e divertimento.



a cura di attalea



Tutto esaurito e strepitoso successo di pubblico per l'Italiana in Algeri, in scena al teatro dell'Opera di Roma.
Sul podio Riccardo Frizza, che a soli 32 anni vanta già numerose direzioni prestigiose e promette un'ottima carriera. Impeccabile Daniela Barcellona nei panni di Isabella, una voce sicura, bella e dotata di grande estensione. Juan Diego Flòrez è un Lindoro perfetto, a suo agio in ogni passaggio, con un'impressionante abilità virtuosistica e ottima padronanza dei propri mezzi. Straordinario Ildar Abdrazakov, mustafà per vocazione naturale, non solo vocalmente. Assolutamente all'altezza il Taddeo di Bruno De Simone.
Cast collaudatissimo di eccezionali interpreti rossiniani, che, diretti da Maurizio Scaparro con l'aiuto di Orlando Forioso (si, si chiama proprio così!), si muovono sul palco con una padronanza e una naturalezza che è oggettivamente raro trovare nelle rappresentazioni liriche.
Non sempre le opere buffe, come lo è L'Italiana in Algeri, riescono a divertire. In realtà da spettatori melomani siamo abituati a sorridere raramente e affettuosamente, spesso più per l'intenzione che per l'effetto. Questa volta no, e non solo perché davvero le trovate di Rossini sono fantastiche  -  l'aria DIN-din, bum-bum, cra-cra, tac-tac e soprattutto la scena della nomina di Mustafà  a "Pappataci" sono divertentissime - ma grazie all'eccezionale espressività e al grande affiatamento tra gli interpreti.
L'impressione che se ne ricava è la perfezione assoluta dei ritmi, una corrispondenza ideale tra movimento e musica.
Un "miracolo", questo, che può verificarsi solo quando oltre al talento di ognuno, si realizza tra tutti una fusione più alta di intento e di impegno, qualcosa che vale le ovazioni del pubblico entusiasta e il luminoso sorriso di tutti gli addetti ai lavori, dal primo all'ultimo, sul palco e dietro le quinte.
Teatro stracolmo e lunghissimi applausi per l'edizione di quest'opera, scritta in meno di un mese da un giovanissimo Rossini - 21 anni appena - e che già anticipa, in diversi momenti, il suo capolavoro assoluto, il Barbiere di Siviglia.

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