Excite

Il ritorno della lirica

Può darsi che il mio sia solo delirio da melomane, meglio dirlo subito, prima di lanciarmi in previsioni e congetture.
Qualche dato a concreto sostegno del delirio l'ho registrato nella memoria, ma la maggior parte come al solito l'ho lasciata scivolare via.
Tuttavia.
La lirica sta tornando, o meglio la stanno facendo tornare.

Non solo se ne parla e se ne scrive di più - sui quotidiani per es - ed è sempre più numerosa la schiera dei registi cinematografici che si danno all'opera, ma anche nella musica "che circola" si ritrova spesso qualche elemento del linguaggio lirico.
L'atmosfera prediletta è quella della lirica italiana romantica, che parla del contrasto tra le passioni sullo sfondo del destino che si delinea man mano e in cui tutto andrà a spegnersi tragicamente.
E quindi i tempi si dilatano, c'è la tristezza di sottofondo del presentimento e una specie di superiore rassegnazione che ci sembra tanto stupida quando la vediamo rappresentata e che invece fa tanto parte della nostra vita.
Per esempio, oggi noi stiamo vivendo proprio questo, la rassegnazione a tutto quello che sta accadendo e che non possiamo né impedire né capire fino in fondo.
E se ora "fanno tornare" questa musica, anche infusa in tutt'altro genere e in veste di musical o opera pop che sia, forse uno dei motivi è proprio che in lei c'è qualcosa che risponde allo sconforto che proviamo davanti a tutto ciò che avviene al di sopra delle nostre volontà e che incombe sul nostro futuro come un peccato originale.
Questa musica, anzi "questa lirica" tocca, scuote e scioglie proprio quelle corde, quei nodi, come già faceva due secoli fa, con un popolo altrettanto affranto.
Ce n'è anche altra di lirica, ovviamente. C'é Mozart, Rossini, ci sono le opere buffe e poi, soprattutto, c'è Wagner, il gigante del romanticismo più teso, esasperato, che oggi non viene richiamato perché per troppi aspetti non lo tollereremmo.
Ma magari ci sarà un tempo anche per lui più avanti, chissà. Chissà cosa dovrà essere successo, e cosa proveremo, allora.
Comunque.
E' bellissimo ritrovarsi e risentirsi in un'opera, che sia lirica, cinematografica o di qualunque altro genere. Ogni volta che si trova una risposta in quello che si vede o si sente e che qualcun altro ha elaborato, ci si sente parte dello stesso mondo ed è una sensazione confortante, oltre che un piacere per lo spirito.
Se oggi questo avviene anche e più spesso attraverso la lirica io ne sono felice, anzi ne sono fiera, come di una rivincita di cui in realtà l'opera non ha bisogno.
Ma mi disturba il sospetto che se ne possa fare uso, che si possa adottare a strumento di ammansimento delle masse, canto delle sirene anni 2000. Come a convincerci, sotto sotto e piano piano, che dobbiamo rassegnarci e che in fondo questo nostro destino è accettabile, quando invece non lo è.
Mi dà altrettanto fastidio che per distoglierci da qualunque punto della questione si vada ripetutamente a vivisezionare fatti e sentimenti di persone che andrebbero semmai protette, o si rimetta continuamente in piedi, a ritmi vertiginosi, un baraccone dello spettacolo che ormai fa orrore anche alla tv spazzatura.
Ci comunicano già abbastanza quello che vogliono, ci distraggono già a sufficienza, mi piacerebbe che rinunciassero almeno a qualche 'strumento' e io, potessi pescare nel mucchio, tirerei su lei.

In rete:
- Opera lirica on line
- Vecchi ricordi lirici
- Opera italiana

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017