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Il Ruanda in una canzone

"Rwanda" è la canzone vincitrice del Premio Amnesty Italia. La sua autrice è Paola Turci premiata in quanto il testo sa affrontare il tema dei diritti umani con sensibilità senza dimenticare la denuncia. Eccovi il testo completo.


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Volevo vivere la mia esistenza
Lavorando e amando
Come ho sempre saputo fare
Come ho sempre saputo fare
Ma la guerra ha scelto per noi
Con le sue leggi senza senso
E il paradiso e' diventato inferno
Sentirsi diversi e mostrarsi uguali
Ma come si vive se non puoi respirare
Ma dimmi come si vive senza ossigeno
Ci hanno chiamati per definizione
Un avanzo dell' umanita'
E cosa ancora peggiore
Ci hanno lasciati soli in balìa del vento
E il fiume ora spinge i suoi morti verso ovest
Verso ovest
E il fiume spinge i suoi morti verso ovest
Ma come puoi vivere se non puoi respirare
Ma dimmi come si vive
Senza ossigeno
quando il silenzio esplodera'
questa terra sara' gia' deserto
quando la fine arrivera'
la storia non saldera' il conto
sembra cosi' vicina adesso
Questa luna fredda, ghiacciata
Di fronte alla follia dell'uomo
Che non conosce tregua ne' compassione
Ma che cos'e' la paura in fondo
Quando il vero nermico
Il vero nemico
E' il sonno della ragione
Perche' non puoi vivere
Se non puoi respirare
Ma dimmi come si vive senza ossigeno
Quando il silenzio esplodera'
Questa terra sara' gia' deserto
Quando la fine arrivra'
La storia non saldera' il conto
Quando il silenzio esplodera'
Questa terra sara' gia' deserto
Quando la fine arrivra'
La storia non saldera' il conto

È il testo di Rwanda la canzone vincitrice della 4ª edizione del PREMIO AMNESTY ITALIA. Paola Turci ne è l'autrice. Il prestigioso premio indetto dalla Sezione Italiana di Amnesty International e Voci per la Libertà viene assegnato ogni anno al brano che ha meglio saputo affrontare il tema dei diritti umani. A vincere le tre edizioni precedenti erano stati Il mio nemico di Daniele Silvestri (2003), Pane e coraggio di Ivano Fossati (2004) ed Ebano dei Modena City Ramblers.
Gli altri 9 brani in gara quest'anno erano "Ora o mai più" di Giulio Casale, "Gambadilegno a Parigi" di Francesco De Gregori, "Holyland" di Eugenio Finardi, "Mani in alto" di Jovanotti, "Sale" dei Negrita, "Gastarbeiter" di Roy Paci & Aretuska, "Corpo a corpo" dei Subsonica, "Bomba innescata" dei Sud Sound System e "Immi Ruah" di Renato Zero.
La giuria, composta da critici musicali, rappresentanti di Amnesty International e di Voci per la Liberta', ha premiato Rwanda (tratto dall'album Tra i fuochi in mezzo al cielo - 2005) per il testo insieme suggestivo e di denuncia, che ricorda all'opinione pubblica il genocidio dei 100 giorni' durante il quale, nel 1994, nel paese africano venne sterminato quasi un milione di persone.
Rwanda parla delle donne che hanno perso tutto, dei fiumi dalle acque rosse del sangue dei cadaveri, del traffico irresponsabile di armi che permise il genocidio, delle responsabilità della comunità internazionale, che non intervenne per fermarlo.
"Questo brano ricorda una delle più grandi tragedie che hanno insanguinato la fine del XX secolo - ha commentato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International - allora la comunità internazionale fu colpevolmente assente e ancora oggi ci interroghiamo sulle reali motivazioni e dinamiche di quell'abominio. Quanto accaduto successivamente in altri paesi africani dimostra quanto poco la lezione del Rwanda ci abbia insegnato a distanza di quasi dodici anni.

Paola Turci riceverà il premio durante la IX edizione del concorso "Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty" che si terrà dal 19 al 24 luglio 2006 a Villadose (RO).

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