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Il suicidio di X Factor 3

di Simone Cosimi 

Ieri sera X Factor ha firmato e sigillato in busta chiusa la propria fine. Spedire a casa una voce (e un personaggio) come quella di Cristiana è la prova che autori, giudicanti e pubblico hanno definitivamente perso la bussola. Che Morgan c'abbia messo del suo, infiocchettando una serie di scivolosissime scelte beatlesiane per il suo quartetto, non c’è dubbio. E quello della selezione dei pezzi rimane un asfissiante collo di bottiglia sul quale molto ci sarebbe da scrivere. Ma certo continuare a vedere gente come Sofia o le insopportabili Yavanna (ieri sera ancor peggio del solito) andare avanti significa non aver compreso che la missione del format è sfornare una popstar. Vedi alla voce Leona Lewis & Co.

Fra gli schiamazzi e le inquietanti ridarole della sghignazzante Mara Maionchi e di Claudia Mori, che anche nel corso della settima puntata non ha risparmiato la sua usuale sfuriata, c’è quasi da riconoscere, comunque, che per una ragione o per un’altra l’unico a salvarsi è stato come al solito Marco Mengoni, con una tagliente Helter Skelter. Damiano Fiorella ha schivato il suo secondo ballottaggio, ma è un concorrente "esausto", nel senso letterale del termine: non ha più alcuna proposta inedita, non ha ragioni di competizione, continua a pascolare nell’anfiteatro dello pseudo cantautorato. Non a caso il pezzo degli Afterhours (brutto cantato da Manuel Agnelli, figuriamoci da qualcun altro) gli era valso la quasi eliminazione. E non a caso è un peccato che si sia salvato ai danni di Cristiana. Chiara Ranieri ha fatto un gran pasticcio con quella Eleanor Rigby all’italiana in salsa terremotata, ma è la classica concorrente che nessuno (chissà perché) osa toccare e che guadagna l’unanimità anche quando non ce ne sarebbero i presupposti. Silver è il più stratega del gruppo: ha capito cosa paga, ha una sua fan base attivissima, non fa né più né meno di quel che gli viene richiesto. Ma lo fa bene. E, visti i presupposti di questo baraccone impazzito, tanto basta. Di Sofia s’è già detto troppe volte. Stasera, poveretta, s’è pure spaccata le gengive dopo una discretaYou Get What You Give dei New Radicals.

L'involuzione mi pare chiara, e il vaffanculo scappato a Morgan in fine serata parla meglio di troppe ciarle. Il talent show di Raidue sta arrivando fisiologicamente al suo compimento. E non scommetterei cinque euro che ci sarà l'edizione numero 4: un cerchio si sta chiudendo, l'obiettivo è sfocato e anche la situazione in cui sono ridotte le squadre parla chiaro. Alla fine della puntata, fra una camomilla e un irritante raffreddore da scooter, m’è anche parso di intravedere i sosia gemelli dei Sonohra che cantavano indecentemente To Lose My Life. Per altro lodati da Carlo Pastore, che ormai giudica i ciuffi da emo e non le esibizioni. Spero sia stata un'allucinazione (auditiva). Alla fine, infatti, è entrata un'altra bella voce: quella di Giuliano. Buonanotte ai suonatori.

 (foto © LaPresse)

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