Excite

Intervista ai Velvet: "Le nostre cattive abitudini"

 di Simone Cosimi

I Velvet compiono dieci lunghi anni assieme. E lo fanno con quello che finirà per essere il disco di una vita (musicale, s'intende): Nella lista delle cattive abitudini. Il quinto lavoro – assai più intinto nell'elettronica dei precedenti – esce oggi nei negozi per la loro etichetta Cose Comuni, che prima o poi diventerà anche una sorta di factory sonora che produrrà altri artisti e altri eventi. Il gruppo è atteso il 21 aprile a Roma e quattro giorni dopo a Milano. Pierluigi Ferrantini, in arte Pier, frontman della rock band romana, è uno di quelli che amano parlare ma non parlarsi addosso, spiegare per bene cosa c'è dietro ai dieci pezzi del nuovo album. Lo fa per Excite direttamente dal divano del loro quartier generale vicino alla capitale.

Guarda le foto dei Velvet

Un lavoro d'impatto, che ricorda un vecchio vinile e che contiene entrambi gli aspetti della band, quello più lento delle ballad e quello più rock dei pezzi tirati.
"Sulla tracklist effettivamente ci abbiamo ragionato davvero a lungo. Pensa che il disco stesso è stato registrato ben due volte. Se pensi, non per fare paragoni inattuabili, che gli U2 passano tanto tempo in studio quanto nella definizione dell’elenco dei pezzi... Hai ragione, l’album è stato pensato, nella sua struttura complessiva, come un vecchio Lp. Non è un caso che ne uscirà anche una versione in vinile, limitata e venduta ai concerti, contenente un pezzo con Beatrice Antolini e uno coi Cor Veleno. Quanto ai due aspetti, dipende molto da ciascuno dei componenti: sono due nostre anime e lavorano su registri diversi ma complementari".

Innegabile ritrovare l'influsso di tutta l'ultima, straordinaria ondata elettronica: dai Klaxons agli Lcd Soundsystem passando per Royksopp e compagnia bella.
"Sono band eccezionali, i loro brani potrebbero essere tranquillamente riarrangiati in chiave rock. Nel nostro disco c’è tanta elettronica, è vero, ma si tratta di un’elettronica che definisco umana. Anche in passato avevamo parti campionate, stavolta abbiamo fatto un’altra scelta. Il computer è una garanzia ma anche una strettoia: ripeterà per ottanta date esattamente la stessa cosa, e sempre alla stessa maniera, le parti programmate. Altro discorso, molto più ricco, è quello di inserire un nuovo elemento nella line up, Daniele “Coffee” Rossi, per eseguirle dal vivo. Grazie a lui abbiamo anche rivisto tutte le nostre cose precedenti. Divertentissimo".

Come si fa a resistere per dieci anni insieme fra popolarità, groupies e soldi?
"Sembrerà triste o troppo facile: tutto dipende esclusivamente da una mera questione economica. Nel nostro paese c’è un individualismo enorme. Basti pensare che quando abbiamo firmato il primo contratto tutti si sono stupiti del fatto che volessimo dividere per quattro equamente ogni centesimo messo in tasca. Tutto è legato a uno squilibrio relativo ai soldi, quindi. Ma è uno squilibro che si lega all’ansia di protagonismo. E le band si sciolgono, come dice Luca Carboni in un geniale titolo degli ultimi tempi. La stragrande maggioranza dei gruppi italiani al primo ostacolo si smonta perché si sono generate delle ineguaglianze interne al gruppo negli anni precedenti. E non farmi fare nomi".

Difficile sbarazzarsi dell'etichetta di "quelli di Soffro lo stress...". Anche al quinto disco, e dopo lavori eccellenti come 10 motivi. In realtà la vostra operazione è fra le più complicate del panorama musicale: piazzarsi in mezzo, fra pop e rock, con testi che evitino l'intellettualismo ma che colpiscano ai fianchi temi sensibili.
"Dietro ai testi ci sono le mie letture di una vita, che partono da liceo. Autorio come Charles Bukowsky, Jim Carrol o Irving Welsh: gente che scrive cose comuni trasmettendo però concetti forti e profondi. È vero, seguiamo una strada che è la più difficile e il nostro pubblico, non a caso, è formato da quelli come noi, gente che non bada e non ha mai badato alle etichette. D’altronde ai nostri fan capita un po’ quel che ci succedeva quando, a diciott’anni, ascoltavamo gli Smiths e tutto il brit-pop nascente: essere collocati in mezzo e cogliere le frange più open mind dei due schieramenti. È il nostro mondo".

Guarda il video del primo singolo, Tutti a casa

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017