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Intervista con le Plastiscines

Credono nel Girl Power le francesi Plastiscines ma guai a paragonarle alle Spice Girls ("Non siamo e non saremo mai come loro").
La pop-punk-rock band tutta al femminile composta da Katty Besnard(diciassettenne voce e chitarra), Marine Neuilly (chitarra), Louise Basilien (basso) e Caroline (batterista che ha da poco sostituito Zazie Tavitian), sta facendo parlare di sé in patria (e non solo) grazie al primo e fortunato singolo "Loser" (guarda il video), brano incluso nell'album LP1 di prossima uscita (etichetta Virgin Music).

Le amate/odiate giovani artiste transalpine (c'è una pagina su Myspace nata chiaramente per prenderle in giro) cresciute a colpi di Ramones, White Stripes, Strokes e Blondie, si ritrovano ora a doversi confrontare con un tour che le porterà in giro per l'Europa.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Katty, voce delle "Les bébés rockers" (così le soprannominano in patria), che ci ha raccontato un po' di cose sui progetti della band e sulla loro non appartenenza al "filone Spice Girls".

Cominciamo parlando della vostra band. Come mai le avete affibiato un nome così curioso?
Ci è venuto in mente ascoltando "Lucy in the sky with diamonds" dei Beatles. C'è un verso in quella canzone che fa: "Plasticine porters with looking glass ties". Lì è scattata l'illuminazione.

Vi apprestate ad uscire con un album di tredici pezzi. Quanto tempo ci avete messo a realizzarlo?
Molto poco, in realtà. Solo due settimane. Volevamo un disco che ci fotografasse in quel preciso momento e sarebbe stato controproducente allungare troppo i tempi.
A noi interessa molto mettere in mostra il lato ruvido delle Plastiscines.

Come mai avete chiamato l'album "LP1"?
E' un titolo ironico, acronimo di Les Plastiscines, primo album.

Cosa vi aspettate da questo album di debutto? Secondo voi la gente che reazione avrà ascoltandolo?
Non saprei dirtelo. Spero che si diverta e che riesca ad intercettare la genuinità dei nostri brani e la loro spontaneità. Tutte le canzoni contenute nel cd sono state realizzate con la stessa energia che ci mettiamo quando saliamo su un palco. E' un disco molto "live", sotto un certo punto di vista.

Il video del vostro primo singolo Loser è molto divertente. Dove lo avete girato?
A Parigi. Ci siamo divertite molto a registrarlo. E' stata davvero una bella esperienza.

Voi suonate punk rock eppure non avete un look tipico da artisti di quel genere.
Noi seguiamo molto la moda perché crediamo che sia fortemente legata alla musica.
A noi, però, interessa solo suonare e non credo che per fare il punk si debba necessariamente avere una cresta in testa.

Chi scrive i pezzi nel vostro gruppo? E come mai i testi sono in inglese e in francese?
A scrivere i pezzi siamo io e Lousie. Per i testi privilegiamo l'inglese perché tutte le nostre influenze musicali sono anglofone, ma abbiamo inserito delle canzoni in francese per poter passare nelle radio.

Quali temi affrontate nei vostri brani?
Parliamo della nostra generazione e di tutto ciò che può accadere a livello sentimentale alle ragazze della nostra età.
L'ispirazione per realizzare un brano mi arriva da tutto ciò che mi accade intorno, dalle esperienze che provo durante la mia vita.

Quali sono le vostre band di riferimento?
Blondies, White Stripes e Libertines.

Non mi hai nominato le Spice Girls...
No, no, per carità. Non ci sentiamo affatto le nuove Spice Girls. Non ci piace che ci venga affibbiata questa etichetta. Noi facciamo tutt'altro genere.

Secondo te la musica di oggi gode di buona salute?
Direi di sì. I tempi sono cambiati ed è impossibile fare un paragone con la musica del passato. Oggi si vive di prodotti più immediati, fruibili attraverso tv e radio. La gente oggi la musica se la scarica sul web o se la ascolta in auto.
Purtroppo, però, esistono alcuni programmi televisivi che mercificano eccessivamente il valore artistico della musica.

Ad esempio?
American Idol (reality show americano che promette ai vincitori di sfondare nel mondo della musica, ndr.).

Terminiamo parlando il web. In che modo internet ha cambiato il modo di intendere la musica?
Beh, certamente l'ha resa più accessibile ed universale. Resto però dell'idea che si dovrebbe cambiare la mentalità che porta la gente a credere che sul web tutto sia gratuito.

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