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Jackson, t-shirt insanguinata nell'armadio

Si fa sempre più complessa la matassa da dipanare. Un nuovo inquietante elemento si aggiunge infatti al mistero che circonda la morte di Michael Jackson: il ritrovamento di una camicia sporca di sangue nell'armadio della star.

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La notizia, con tanto di documentazione fotografica, arriva dal tabloid The Sun. La camicia (da donna) appare ancora con l'etichetta intatta e presenta evidenti macchie di sangue. Ma la notizia fa scalpore anche perché, secondo alcune fonti, l'indumento non sarebbe stata preso immediatamente in consegna dagli inquirenti (distratti) che indagano sul decesso del cantante.

Le notizie non finiscono qui. Novità giungono infatti dal clan Jackson, ormai posto quasi su due livelli: quelli che vogliono ricordare il proprio caro scomparso e coloro che invece vogliono sfruttarne il più possibile l'immagine. Come LaToya, sorella del cantante che, subito dopo la morte di Michael, avrebbe sottratto un hard disk contenente un centinaio di brani inediti. La conferma arriva da Frank DiLeo, manager del cantante, secondo cui alcuni familiari avrebbero velocemente raggiunto la villa ‘rubando’ numerosi effetti personali. "Hanno caricato dei furgoni, hanno portato via tutto. Pensavano che Michael fosse proprietario di tutto quanto, si sono presi anche i mobili in affitto".

Mamma Katherine, intanto, ha ingaggiato dei detective privati e chiesto una nuova autopsia. La terza, per la precisione. Un'azione che, secondo i medici, non avrebbe senso: "Nel corpo non ci sono più fluidi: niente urina, sangue, bile. Non è possibile estrapolare altre informazioni".

Quelle informazione che la signora Jackson cerca disperatamente. Qualche giorno fa, nella sua prima intervista pubblica e telefonica, Katherine sottolineava: "Tutto ciò che so è che mio figlio è morto e non credo sia morto per cause naturali o altro, era troppo giovane perché accadesse questo. Qualcosa è successo".

Puzza di imbroglio e di truffa in fondo c’è. A partire dai test medici effettuati dal cantante lo scorso marzo, in previsione del suo tour londinese. Esami che potrebbero essere stati truccati pur di permettere a Michael di firmare il contratto milionario per far incassare in anticipo un po' di soldi all'organizzazione dell'evento. Una fonte ha infatti raccontato che in molti rimasero stupiti dai risultati straordinari ottenuti dal cantante e si chiesero se quei dati non appartenessero in realtà a un’astronauta della NASA piuttosto che a Jackson. Oltre al fatto che, nei documenti, nessun accenno era stato fatto sui problemi ben noti di Michael come le ustioni subite più di vent'anni prima al cuoio capelluto o le innumerevoli operazioni di chirurgia plastica.

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