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Janis Joplin, quarant'anni di mito

Il suo ultimo regalo? Un pezzo per il compleanno di John Lennon, registrato il primo ottobre 1970. Tre giorni dopo, esattamente il 4 ottobre di quarant'anni fa, Janis Joplin veniva trovata morta per un'overdose di eroina a soli 27 anni, nella stanza di un motel di Hollywood. Quando il nastro con la canzone arrivò a casa Lennon, Janis era già scomparsa da tempo.

Il terzo vertice della trinità rock di quel maledetto 1970: gli altri due, coetanei, erano Jimi Hendrix e Jim Morrison. Tre personalità diversissime fra loro, ciascuna con un percorso particolare, eppure accomunate dalla dimensione in cui la prematura scomparsa le stava traghettando: quella del mito.

Nata a Port Arthur, in Texas, il 19 gennaio del '43 Janis Lyn Joplin non aveva certo il fisico da rockstar: un'adolescente come tante, mangiata dall'acne e da qualche chilo di troppo, che però mise subito a fuoco l'opposizione per il conservatorismo di quegli anni e l'idea che bisognasse cambiare le cose. Tanto da farne fonte d'ispirazione e chiave per diventare la prima, vera donna del rock.

Una strada difficile, la sua. Dovrà aspettare il 1968, l'esibizione al festival di Monterey nonché l'uscita del disco Cheap thrill – che conteneva uno dei sui cavalli di battaglia Piece of my heart e raggiunse la prima posizione in classifica per otto settimane – per sfondare davvero. Prima, qualche anno di tribolatissima università e poi, nel 1963, il trasloco a San Francisco, fucina creativa della Beat generation e di quel movimento che nel 1968 avrebbe sovvertito le regole della musica pop e, con la musica, dell'intera società. L'anno dopo arriverà per lei la Kozmic Blues Band, la travolgente Woodstock e la magnifica Try (just a little bit harder).

La droga la fulminava quattro decenni fa in un hotel della città dei sogni proprio mentre era impegnata nelle registrazioni del quarto e ultimo disco di studio, Pearl. Album che, uscito postumo nel 1971, è stato il più venduto con l'hit più grande della sua carriera, la versione definitiva di Me and Bobby McGee, il pezzo di Kris Kristofferson rimasto per sempre l'inno del brutto anatroccolo texano, le cui ceneri sono cullate dal 4 ottobre di quell'anno dalle onde dell'Oceano Atlantico.

Janis Joplin - Me and Bobby McGee

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