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John Lennon un criminale? Macchè...

C’era attesa per la pubblicazione del file che negli anni 60 l’FBI aveva aperto sulle presunte attività sovversive di John Lennon.
Il federal bureau of investigation ha tenuto nascosti i verbali, sostenendo che la loro pubblicazione avrebbe potuto causare "una rappresaglia militare contro gli Stati Uniti".
Nei giorni scorsi però i documenti sono stati consegnati nelle mani di Jon Wiener, professore di storia alla University of California, che per 25 anni ha lottato per poterli consultare e che ha raccontato l’episodio nel libro Gimme Some Truth: The John Lennon FBI Files. Tutto però si è risolto in una bolla di sapone.

"In realtà - riporta il Los Angeles Times - i 10 file in questione non contengono niente di così esplosivo, nulla che possa davvero mettere in pericolo la sicurezza nazionale: raccontano semplicemente nuovi dettagli sui legami di John Lennon con la sinistra radicale e i gruppi pacifisti. Nelle 300 pagine del verbale si dice per esempio che l'ex Beatle era «particolarmente interessato alle attività dell'estrema sinistra in Gran-Bretagna», nonché «conosciuto per essere un simpatizzante dei comunisti di Trotsky in Inghilterra». Ma viene detto anche che non c'era «nessuna prova certa che Lennon abbia dato denaro ai sovversivi per appoggiare la loro causa, e un altro ancora si evidenzia che non è dimostrabile che il cantante avesse un legame formale con un qualsiasi gruppo di sinistra".

Wiener e i suoi avvocati sono convinti che nessuno dei vertici Usa abbia mai pensato a Lennon come una minaccia, ma che il segreto sia stato alimentato dalla segretezza con cui le varie amministrazioni che si sono succedute hanno avvolto il report, alimentando così interesse per documenti apparsi poi innocui.

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