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Joss Stone: volevano decapitare la cantante, al via il processo su tentato omicidio

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Volevano decapitare Joss Stone. È quanto emerge dal processo contro i due imputati Kevin Liverpool, 35 anni, e Junior Bradshaw, 32 anni, colpevoli di voler uccidere la cantante.

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L'intenzione dei due malviventi era stata scoperta già due anni fa quando furono arrestati mentre stavano per compiere il rapimento: erano appostati in un Punto fuori dalla villa della star completamente armati, l'accusa parla di due martelli, un coltello a serramanico, passamontagna, guanti, una mappa nella parte anteriore della vettura, uno spuntone metallico, sacchi neri e nastro adesivo.

Solo adesso emerge la verità: volevano decapitarla con una spada Samurai lunga 94 cm che era nascosta negli stivali.

Joss Stone, molto vicina alla famiglia reale, amica dei duchi di Cambridge che hanno assistito a suoi concerti anche quelli per beneficenza della Casa Reale, era considerata da Liverpool e Bradshaw il diavolo in persona, stessa identificazione era attribuita, dai due, anche alla Regina Elisabetta II.

Vari gli indizi che avrebbero portato alla conclusione dell'accusa sulla questione della decapitazione, oltre alle armi ritrovate il giorno del mancato rapimento della catante, anche vari appunti sparsi dei due colpevoli che confermano la loro idea, quella che Joss Stone fosse l'incarnazione del divaolo e andava fatta fuori. Pare che i due avessero trovato anche il fiume dove gettarla una volta decapitata. The Guardian riporta le parole dell'accusa: “Jocelyn Stoker (vero nome della cantante, ndr) riposi in pace per sempre” e ancora “ non uccido per dollari, ma solo per una buona causa o ragione” e poi “Una volta che Jocelyn è morta..trovare un fiume dove buttarla”.

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