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Jovanotti e la morte di Francesco Pinna: "Strumentalizzazioni fuori luogo"

  • LaPresse

La morte di Francesco Pinna, 20enne triestino travolto dal palco che stava montando, quello in cui si sarebbe dovuto esibire Jovanotti a Trieste, lascia tanto dolore ma anche polemiche.

Polemiche perché secondo alcuni Francesco lavorava per soli 5 euro all'ora, polemiche perché secondo alcuni lavorava a nero, polemiche anche per i vip che hanno espresso solidarietà a Jovanotti e non alla famiglia del ragazzo, polemiche per le presunte scarse condizioni di sicurezza nell'allestimento dei concerti.

Oggi Jovanotti scrive una lunga lettera dove prova a spiegare il suo stato d'animo e dove puntualizza alcune inesattezze pubblicate da alcuni organi di stampa.

Scrive Jovanotti: "Il lavoro di Francesco era un lavoro a giornata ed era assunto con contratto regolare. Io personalmente pretendo sempre che tutti quelli coinvolti anche indirettamente in un lavoro che riguardi la mia musica siano sempre tutelati in ogni forma e anche in questo caso era così. Il mondo dei concerti è un settore serio dove non c'è approssimazione e improvvisazione e nei miei tour c'e totale rispetto delle leggi e delle persone".

Lorenzo spiega che Francesco non faceva parte del team itinerante che segue tutto il tour, ma del team locale di supporto: "Francesco era uno di loro e aveva tutta la vita davanti a se e questa è la tragedia. Noi tutti siamo sconvolti per quello che è successo".

Poi Jova, rassicurando sullo stato di salute degli altri feriti, ribadisce: "Le strumentalizzazioni sono fuori luogo e mi feriscono perché inducono a pensare che nel mio tour ci sia del lavoro nero o sottopagato.. Mi è stato confermato anche in questo caso, che in un tour come il mio (e come tutti i grandi e piccoli tour che girano l'italia) ogni lavoratore locale è assunto con un contratto in regola con le leggi dello Stato".

Le dinamiche del fatto ancora non sono chiare: "Francesco è morto per una fatalità davvero difficile da prevedere. Stamattina le prime indagini degli ingegneri non sono riuscite ancora a capire le dinamiche dell'incidente".

Jovanotti racconta le sue emozioni in chiusura di lettera: "Siamo gente seria, appassionata, facciamo una vita e un lavoro gratificato dall’idea di accendere l’entusiasmo e l’emozione del pubblico. Francesco Pinna è morto costruendo una festa. La sua morte lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia che abbraccio con tutta la mia forza insieme a tutto il mondo dei concerti e dello spettacolo,che lui amava,come tutti noi".

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