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Junior Murvin – Inna De Yard

Etichetta: Makasound / Goodfellas
Voto: 6.7

Etichetta di piccole dimensioni e ciò nonostante battagliera, la francese Makasound. Dotata di una certa inventiva inoltre, a giudicare dalla serie Inna De Yard cui appartiene anche questa ricomparsa sulle scene di Junior Murvin. Una sorta di versione giamaicana della moda “unplugged”, vede alcuni nomi del reggae - Earl Chinna Smith, Ras Michael Junior e Linval Thompson quelli di spicco che vi si sono cimentati - darsi ad acustiche, distese rivisitazioni del roots-reggae, adeguate allo “yard”, il giardino sul retro di casa dove le sessioni sono registrate in una sorta di omaggio alle origini di questa musica.

Buona la forma di Murvin, la cui la fama è soprattutto legata a un solo straclassico brano. A suo tempo prodotta da Lee Perry, Police And Thieves fu difatti un successo, riletto magnificamente dai Clash sul loro album d’esordio e rivelatosi lussuoso traino della carriera - nonché di un omonimo, pregevole disco edito su Island - del Nostro. Ovviamente presente, fa bella mostra di sé senza svelare i trenta anni sulle spalle, seduta comodamente tra due omaggi a Curtis Mayfield (una Gipsy Woman discreta ma lievemente tirata per le lunghe, il morbido souleggiare di Closer), il cui falsetto schiarì la via a Junior come a molti altri interpreti dell’isola.

Ben cantato ed eseguito, il CD ha dalla sua una ben congegnata scaletta (citazione d’obbligo per il salmodiare cadenzato Salomon, la sinuosa Zion Train e un’arcinota ma partecipata Ain’t No Sunshine a firma Bill Withers) e centra in pieno l’atmosfera casalinga e intima - a un certo punto, in lontananza si odono alcuni latrati - col quale è stata concepita l’intera operazione, restituendoci un Murvin sciolto e presente nonostante la sessantina assai prossima. Grazie della sorpresa, garçons.


di Giancarlo Turra per SentireAscoltare

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