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Justin Bieber accusato di aver aggredito la sua ex guardia del corpo, patteggia

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L'ex guardia del corpo di Justin Bieber voleva portarlo in tribunale, come se la 19enne pop star non ne avesse già abbastanza di gatte da pelare tra tribunali e vari placcaggi. La guardia del corpo Moshe Benabou, nel gennaio 2013, aveva presentato presentato una querela contro Bieber per aggressione, questa sarebbe avvenuta dopo un concerto di Bieber nel 2012. Aveva citato la pop star anche per straordinari non pagati tra il marzo del 2010 e l'ottobre del 2012.

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La data del processo era stata fissata per il 18 febbraio di quest'anno, ma oggi, a quanto pare, le parti interessante, quindi Justine e Benabou, hanno presentato la documentazione per chiudere la querela senza pregiudizi. L'avvocato di Bieber, Howard Weitzman, definibile ormai un grande stacanovista, ha rifiutato di fornire i dettagli rispetto alla chiusura della pratica, affermando solamente che entrambe le parti avevano raggiunto una “reciproca soddisfazione”.

L'incidente con Benabou era avvenuto il 10 ottobre 2012, quando Bieber avrebbe iniziato a discutere con l'ex guardia del corpo nel backstage del suo concerto. La discussione si era innescata perché Justin Bieber aveva percepito un tentativo di Benabou di trattenere un membro del suo entourage lontano dalla pop star. La discussione si era svolta con ripetute spinte alla guardia del corpo da parte di Justin, sia al torace che nella parte superiore del corpo. Benabou per il benessere del suo protetto si era allontanato e a quel punto Bieber gli ha detto che era licenziato sul posto.

Del resto Bieber ne ha di apparizioni in tribunale già programmate, quindi scendere a patti con la ex guardia del corpo gli permetterà di concentrarsi sul resto. Infatti è atteso per il giudizio sull'arresto avvenuto a Miami Beach per guida in stato di ebrezza e corse clandestine. Inoltre dovrà vedersela anche con l'autista di limousine che lo ha citato per aggressione. Tutte queste beghe attendono anche la risoluzione, da parte della Casa Bianca, rispetto alla passata petizione per la sua espulsione dal suolo americano. Inoltre per lui non c'è quasi più modo di fare danni, infatti, dopo il recente Super Bowl a cui la pop star ha partecipato, molti club e party a New York gli hanno chiuso le porte, rifiutandosi di farlo entrare. Forse è il momento per Justin di seguire i consigli del sindaco di Toronto che aveva affermato che è un ragazzo ancora giovane e può mettere la testa apposto, chissà se Justin condivide questa speranza.

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