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Kasabian Live @ Transilvania Live, Milano, 29.01.05.

I'm on it, get on it, the troops are on fire (sì sì, proprio quelli della pubblicità del macchinone) ed in effetti lattesa e la curiosità per il debutto italiano dei Kasabian, fenomeno UK della seconda metà del 2004, hanno reso il sabato sera milanese veramente on fire.


Un fuoco che esplode alle dieci e un quarto circa, quando con il lungo intro strumentale di I.D., uno dei pezzi più datmosfera del loro fortunato album desordio, i quattro di Leicester (più un eccezionale batterista) riempiono il palco in miniatura del Transilvania (a proposito, ma voi riuscite ad immaginare i Queens Of The Stone Age su quei pochi centimetri quadri il 14 febbraio? Mah)

Il salto spazio-temporale è da subito nettamente percepibile: le pettinature, le movenze, i coretti monovocalici (AAAAA), le luci ed il beat lisergico catapultano il pubblico dritto dritto nella Manchester acida di una quindicina di anni fa. Ed è davvero un bel sentire.
I Kasabian sono una macchina perfetta, ed usiamo la parola macchina non a caso. I tappeti sintetici su cui viaggiano i pezzi sono praticamente identici a quelli del disco, merito soprattutto delle basi preregistrate di cui si servono per la maggior parte dello show.
Tuttavia sarebbe ingeneroso ridurre il tutto alle macchinette nascoste dietro le quinte.
I ragazzi hanno talento, una notevole presenza scenica, ed una indiscussa abilità nel coinvolgere il pubblico. Questo grazie anche allimpatto maggiore che garantisce la presenza di due frontman sul palco: il cantante Tom Meighan ed il chitarrista (ed autore) Sergio Pizzorno, i quali si sono divisi equamente la ribalta e gli urletti delle fan in prima fila.
 
Unora esatta di show, dieci pezzi dallalbum omonimo, un inedito sporco e cattivo alla Oasis pima maniera (Fifty-five) ed una b-side (The Nightworkers) che Pizzorno, forse in onore alle sue origini, dedica a Marco Tardelli. Sessanta minuti in cui una folla di tarantolati ha ballato (ve lo assicuriamo, non si poteva davvero fare altrimenti), sudato, ed urlato alle irresistibili hit elettro-rock L.S.F., Reason Is Treason, Running Battle e Processed Beats, fino al boato finale che ha accolto il singolone criminale Club Foot.
 
Anche dal vivo, insomma, i Kasabian hanno confermato di essere quella promessa (perché, è bene sottolinearlo, ancora di questo stiamo parlando) di cui tanto ha parlato la stampa britannica. Una rivelazione che in futuro tanti aspetteranno al varco con il fucile puntato, ma che sabato ha dimostrato di avere tutti i numeri per difendersi e contrattaccare.
Alla prossima battaglia.
 
 
La scaletta:
I.D.; Cutt Off; Reason Is Treason; Running Battle; Processed Beats; Fifty-Five; Test Transmission; Butcher Blues; The Nightworkers; L.S.F.; Ovary Stripe; Club Foot.
 
In rete:
Cutt Off (fansite giapponese)

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