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Keane - Hopes And Fears

Etichetta: Island/Universal Voto: 6
Brani Migliori: Bend and Break This Is The Last Time
 
Ragazzi siete ancora in tempo: volete fare la figura dei sensibiloni incompresi che la sanno lunga con le vostre belle, in vista di falò romantici sulla spiaggia nellimminente estate? Siete arrabbiati perché ormai i Coldplay (chi?, quello carino che ha avuto una bambina con) li conoscono cani e porci, compresa addirittura la vostra lei? Allora sbrigatevi, ancora per qualche settimana potrete giocarvi la carta Keane (no, non Roy Keane del Manchester United, bestie!).

Però fate presto perché tra un po saranno sulla bocca di tutti: in U.K., ad esempio, Hopes And Fears ha esordito direttamente al numero uno della classifica degli album più venduti, con buona pace dello strombazzato ritorno di Morrissey.

Gli ingredienti per una perfetta riuscita nel vostro intento ci sono tutti: un pianoforte ruffiano che non si sentiva dai tempi delle gloriose meteore Ten Sharp, il falsetto di ordinanza che, come il grigio sta bene su tutto, e soprattutto unatmosfera eighties che, hai visto mai, magari farà breccia anche nel cuore di quella quarantenne di sua madre.
Erano mesi che non usciva nei negozi un prodotto pop di tale fattura, praticamente perfetto nel suo genere, forse anche troppo. Nemmeno una cosa fuori posto, tanto che in principio qualche maligno aveva pensato ad una operazione costruita a tavolino, stile boyband. Invece no, tutta roba genuina: tre ragazzotti del Sussex che pubblicano qualche singolo per la Fierce Panda (la stessa etichetta che guardacaso scoprì i Coldplay) per poi fare il grande salto alla Island a fare compagnia a nomi come U2 e P.J. Harvey.
Quarantacinque minuti di intensa e bucolica epica brit-depressa magnificamente prodotta, senza neanche lombra di una chitarra e con gli anni ottanta che, grazie ad una nube di ritmiche fintosintetiche e archi mai capaci di sorprendere, colorano questo disco dallinizio alla fine. La voce sofferente di Tom Chaplin (che ai più ottimisti ricorda quella di Robert Smith, e ai più realisti quella di Morten Harcket degli A-ha) delinea storie di malesseri, amori, ed ordinaria alienazione giovanile con la frangetta e i jeans larghi, in cui molti ragazzi non faranno troppa fatica a riconoscersi.

Il disco giusto al momento giusto insomma. Quello che lei ascolterà singhiozzando in calde lacrime al ritorno dalle vacanze, aspettando lagoniato sms che voi vi guarderete bene dallo scriverle.
Buona estate.

 
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