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Keith Jarrett insulta il pubblico ad Umbria Jazz

E' bastato il flash di una macchina fotografica per far andare su tutte le furie il pianista Keith Jarrett, ospite a Perugia, che sin dal 1974 apprezza la sua musica, nell'ambito della rassegna "Umbria Jazz". L'artista americano aveva avvertito la platea dell'Arena San Giuliana, presente anche il Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, già prima del concerto: alla prima foto o ripresa avrebbe lasciato il concerto e quella che ha definito "dannata città". Così alla fine dell' esibizione, quando era tempo dei bis, il lampo di una macchina fotografica ha fatto precipitare la situazione. Il trio di Jarrett (con lui Gary Peacock e Jack DeJohnette) se ne è andato, lasciando il pubblico senza bis e senza saluti. Dal pubblico sono volati fischi e qualche insulto, mentre i tre musicisti lasciavano la città alla volta della Costa Azzurra, l'unico posto dove il trio dorme quando si trova in Europa.

"Capisco tutto - ha detto il direttore artistico, Carlo Pagnotta - perfino l'ossessione delle telecamere, ma non si può insultare un pubblico e addirittura una intera città per colpa di qualche flash. L'artista Jarrett è sublime, l'uomo molto discutibile. Dispiace assistere ad una simile schizofrenia tra questi due aspetti, perchè vorremmo sempre, da un artista che amiamo,anche comportamenti conseguenti. Sono venuti in tanti da centinaia di chilometri pagando fior di quattrini per lui, non possono essere trattati così. E poi, all'inizio, quell'insulto di Jarrett alla città. Con lui abbiamo chiuso. Resterà sempre parte della storia di questo festival, ma faremo a meno della sua musica".

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