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Keren Ann, l'intervista di Excite

A rendere Keren Ann un'artista fuori dal comune è la sua voce tanto dolce e malinconica sul disco quanto operativa e simpatica al telefono.
Fa parte del personaggio: curioso, intrigante, sempre desideroso di esplorare nuove direzioni, di andare fuori dagli schemi.
Keren Ann odia la monotonia, me lo ha subito chiarito introducendo il suo nuovo lavoro omonimo: "Ho voluto chiudermi in me stessa per tirare fuori un'altra Keren, piu' luminosa, meno cupa che in passato".
Comincia così l'intervista alla cantante nata in Israele, cresciuta ad Amsterdam e residente a New York e Parigi.

a cura di Simone Zizzari

La tua è una vita che ha incontrato culture differenze, è cresciuta on the road, ascoltando sonorità provenienti da tutti i continenti. Qual è il posto dove ti senti realmente a casa?
Sono una persona che per carattere si trova bene ovunque. Se dovessi scegliere ti direi New York, la città cosmopolita per eccellenza, una capitale che appartiene a tutti.

Parlami delle differenze fra Nolita, il tuo precedente album, e Keren Ann.
C'è un approccio differente, più solare, diretto. Se prima preferivo toccare con la mia musica solo alcune emozioni, ora ho allargato il cerchio. C'è più serenità e meno malinconia in questo cd.

La tua musica è certamente emozionale, con le corde della chitarra riesci a creare un dipinto sul quale affrescare il tuo stato d'animo. Si può dire in un certo senso che il tuo è un libro aperto e che ascoltando un tuo cd si riesce a percepire piuttosto chiaramente chi tu realmente sia come persona. Quanto è difficile essere onesti con la musica che si compone? E quanto è difficile realizzare una buona canzone utilizzando solo sei corde e un buon carico di effettistica?
La mia musica non è pianificata ma mi arriva in un istante. Basta un'idea per dar vita ad una canzone intera. Io amo suonare le sensazioni che provo al momento in cui scrivo. Sono un'artista che tiene molto a mantenere tutta la sua onestà.
Gli effetti sono basilari perchè grazie a loro riesco a creare uno spazio che poi vado a riempire con la mia musica. Senza la giusta dose di elettronica non riuscirei mai a generare l'atmosfera che ho in mente.

Il tuo nuovo album è stato creato "on the road" visto che parecchie canzoni le hai create durante un tour che ti ha portato in giro per il mondo. Quanto i posti che hai visitato hanno influenzato il cd?
Notevolmente. L'atto del viaggiare per me ormai è diventata una cosa naturale. Posso dire che è la mia vita ad essere "on the road".Ogni posto che ho visto mi ha lasciato qualcosa dentro che non dimenticherò mai ed ogni luogo ha contribuito a realizzare questo album.
La cosa che piu' mi piace del disco è che ha avuto un parto piuttosto lento, meditato. Ho avuto tutto il tempo di elaborarlo e alla fine il risultato è stato proprio come me lo aspettavo.

Perchè hai scelto "Lay Your Head Down" come primo singolo?
L'ho scelto assieme alla casa discografica. Mi piace molto quel brano, l'ho realizzato lo scorso anno e da allora mi è rimasto impresso in modo del tutto particolare.

Quanto tempo hai passato in studio per registrare l'album?
Prima di tutto devo confidarti che è stata una bella emozione tornare nella mia sala d'incisione e cominciare con il lavoro.
E' stata una bella sfida che mi ha stimolato a dare il massimo. Non mi piace molto dare un tempo alle cose ma se non mi sbaglio, ci ho messo 6 giorni a registrare il tutto e poi molto tempo a mixare e a fare gli arrangiamenti del caso.

Per Nolita hai scelto di registrare tutte le parti vocali in una stanza buia per trovare dentro di te le emozioni che ti servivano. Stavolta hai scelto l'esatto contrario. Come mai?
Avevo voglia di cambiare, di sperimentare qualcosa di nuovo e alla fine mi è convenuto. Come ti dicevo prima, questo è un album per certi versi (soprattutto quelli emozionali) molto differente dal precedente.


Dove trai la tua ispirazione?
Tutto quello che mi circonda mi ispira. A volte basta uno sguardo, un libro, un tramonto, una sensazione. La vita è la miglior fonte di ispirazione solo che non tutti se ne accorgono, purtroppo.

Cosa ne pensi della musica attuale? Non credi ci sia in atto una tendenza verso l'immediatezza e l'estrema orecchiabilità? Sembra che oggi la cosa più importante sia conquistare l'ascoltatore e subito. Una musica blockbusterizzata e superficiale da consumarsi in fretta e poi via con un altro gruppo emergente da lanciare. Il tutto, ovviamente, a scapito della qualità...
Non sono d'accordo. La musica anche in passato ha avuto artisti che amavano ricercare il ritornello facile. In realtà credo che il panorama attuale goda di buona salute e sta partorendo gruppi di altissimo livello, mi riferisco ai Queens of the stone age, per esempio. Un gruppo davvero formidabile.

Tu hai imparato presto a suonare la chitarra, vero?
A nove anni. Sono cresciuta con le canzoni degli Smiths e di Leonard Cohen.

Il tuo tour partirà a breve (il 24 aprile in Francia). Farai tappa anche in Italia?
Spero vivamente di poter venire a suonare da voi il prima possibile. Ancora però non abbiamo una data fissata.

Vorrei farti un'ultima domanda sul problema della musica scaricabile dai software peer to peer. Secondo te internet è una minaccia o è un vantaggio?
Internet è la realtà dalla quale non si può fuggire. Il futuro della musica è sul web.
Il problema è la qualità. Ascoltare un brano in mp3 non sarà mai come ascoltarlo su cd o su vinile. La musica scaricata su internet è necessariamente compressa per motivi di velocità e come tale rovina la qualità di una canzone e tutto il lavoro che c'è dietro a quella canzone. Invito tutti, dunque, ad ascoltare la musica come si deve.

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