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Kurt Cobain-Michael Jackson, le belle statuine

Tempo di mondi virtuali, smaterializzazione e vita liquida. Eppure, le buone vecchie statue resistono nell'immaginario collettivo come il tributo più evidente e massiccio per una personalità di spicco del passato, anche recente. E perfino nel mondo musicale. In questi giorni, infatti, sono proprio un paio di sculture a tenere banco: una dell'ex leader dei Nirvana Kurt Cobain e l'altra dell'altrettanto ex re del pop Michael Jackson.

La prima in realtà non ritrae le fattezze di Cobain ma semplicemente una grossa chitarra a lui dedicata e installata in un parco situato a Nord di Aberdeen. Il tutto inaugurato proprio nel giorno del diciassettesimo anno dalla scomparsa. Il parco è situato nei pressi del famoso ponte di Young Street, dove il cantante trascorse parecchio tempo della sua adolescenza. Sul retro, è incisa una scritta tratta da un verso di On a plain dei Nirvana: 'One more special message to go and then I'm done and I can go home'.

Dall'altra parte del mondo, dai cugini londinesi, tutt'altra accoglienza per una statua dedicata al povero Michael Jackson. Si tratta di una raffigurazione in scala 1 a 1 piazzata alla finestra di un edificio e intitolata Madonna and child ma che, nonostante il nome, riproduce le fattezze del King of Pop nel momento in cui, nel 2002 a Berlino, fece pericolosamente penzolare dalla finestra per qualche istante l'allora neonato Prince Michael II. Tutti ricordano quelle brevi sequenze filmate. A quanto pare, l'artista svedese Maria von Kohler – autrice dell'opera – starebbe ricevendo molte critiche e autentiche minacce per aver avviato, secondo i fan, una campagna d'odio. Non bastava la prima statua collocata accanto allo stadio della squadra del Fulham.

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