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Kylie Minogue – X

Etichetta: Parlophone-EMI
Voto: 5


Rifare o superare Madonna non è da tutti, cara Kylie. Con quest’ultimo disco ti metti in lista. Arrivi in ritardo. Chi “confessa dal dancefloor” ti ha fottuto di brutto. E non solo per via dell’anticipo temporale. Essere la nuova madre superiora della musica pop non è impresa da tutti (-e-subito). Lo so, hai viaggiato molto intorno alle città dei tre minuti perfetti, quel matto di Paul Morley ti ha dedicato uno dei libri più visionari di tutta la critica rock, hai attraversato monti e paludi, career opportunities, collaborazioni, remix e smacchi, su e giù.

Oggi torni, sempreverde, con una compilation per veline, per quei balletti scemi che si usano come intermezzo nelle trasmissioni per famiglie in lobotomia postprandiale. Like a Drug è il singolone tastierizzato e maranza da battaglia, che strizza l’occhio a Nelly, In My Arms è la nemesi di Madonna con tastiere Crookers e french disco condita con suonini misto-Abba. Speakerphone mastica i riff dei Soulwax con vocoderaggi ancora in zona robotica. E l’eredità francofona echeggia anche in Heart Beat Rock, ritmo virato in breakbeat da chart, tutto un frullato Ciccone e Timberlake.

The One fa cadere le braccia anche ai fan degli Eiffel 65, un giochino che nemmeno Cher si è mai sognata di cantare, All I See riporta fuori dal cilindro le armonie vocali e le tastierine lamentose della Jackson (sic!), Stars può andare, con quel riffetto tuttoGiorgio e ancora postmadonniano, Wow tenta la strada funky, ma c’è ancora una bella badilata di Janet e di scuola francofona ad aiutarti, cara Kylie. Nu-Di-Ty sarà il secondo singolo: e questa - bisogna proprio dirlo - spacca. Questa la vorrebbe cantare Britney, che se ne sta invece a guardare.

Sul podio c’è la storia, ci sono gli ‘80, c’è lei, divinamente Veronica Ciccone; al secondo posto c’è miss Furtado, la supponenza e l’attitudine del colore/ritmo nero. Kylie, questa volta, e fino alla prossima prova, resti al terzo. Kylie, questo disco sarà un successo, questa grande X che incombe sul tuo futuro non deve spaventarti. Il french touch va di moda, i Daft non cadono, anzi sono sempre più sulla cresta dell’onda. L’America la sfiori, e non ti rendi conto che il pop sei (anche) tu, chi può darti di più?


di Marco Braggion per SentireAscoltare

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