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La Cina chiude la bocca ai cantanti stranieri

Dopo l'esibizione di Bjork in Cina, durante la quale la cantante islandese ha inneggiato all'indipendenza del Tibet, il Paese ha deciso di imporre regole severe per i cantanti rock e pop stranieri. Il ministro della cultura cinese ha giustificato tale decisione dicendo che sono stati feriti i sentimenti della popolazione. "Rafforezeremo ulteriormente i controlli sugli artisti stranieri che si esibiranno in Cina - ha annunciato il ministro - per evitare che in futuro possano accadere altri episodi di questo tipo. Non tollereremo più qualsiasi tentativo di separare il Tibet dalla Cina e non accoglieremo più artisti che faranno ciò deliberatamente".

La cantante islandese Bjork sul suo sito ha replicato affermando che lei non è un politico ma una musicista e che in quanto tale sente il "dovere di esprimere l'intera gamma di emozioni umane". Bjork ha inoltre aggiunto: "La canzone ha un significato personale ma il fatto che questo significato abbia raggiunto un'accezione più ampia, come la lotta di una nazione oppressa, mi fa molto piacere".

Il portavoce del ministro della cultura ha però fatto sapere che se la cantante si comporterà ancora nello stesso modo potrebbe esserle vietato in futuro di esibirsi in Cina.

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