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La Lega Nord inventa il Sanremo dei dialetti

Sull'onda delle polemiche sugli idiomi locali, sugli insegnanti del Sud e sui test di lingua per maestri e figli di immigrati, nasce il Sanremo dei dialetti. Un festival a parte, organizzato nel capoluogo ligure, dedicato alle canzoni e musiche territoriali. L'ennesimo coup de théâtre leghista nell'infuocata estate italiota.

Promotore dell'iniziativa, non a caso, è il presidente del consiglio comunale della capitale italiana della musica, Marco Lupi della Lega Nord (nella foto). "Si è ritenuto opportuno - ha dichiarato Lupi - anziché creare una sezione specifica per le canzoni e musiche in lingua territoriale all'interno del festival, proporre la nascita di una nuova manifestazione, da effettuarsi in un periodo antecedente, in cui far esibire cantanti che vogliano esprimersi in canzoni e musiche territoriali, provando un collegamento con il festival della canzone italiana".

Niente paura: non rischiamo una kermesse del tipo Calabria contro Toscana. I partecipanti, stando alle prime indicazioni, non dovranno necessariamente rappresentare ciascuna regione italiana, seguendo la cartina geografica, ma potranno esibirsi in rappresentanza di culture appartenenti o appartenute a un determinato territorio. Il solerte presidente del consiglio locale fa l'esempio della musica occitana, una minoranza linguistica ancora oggi presente in alcune zone del Piemonte e in una città della Calabria. Staremo a vedere gli sviluppi: già il 24 agosto il consiglio comunale tornerà a riunirsi, e in quella sede dovrebbero essere approfondite modalità e regolamenti dell'evento, che promette di sollevare nuove polemiche.

Un'esibizione di musica occitana

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