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La rockstar ha vita breve

Le rockstar sembrano prendere troppo sul serio il detto "Live fast, die young" (Vivi alla grande e muori giovane).
A dirlo è il Journal of Epidemiology and Community Health che ha pubblicato una ricerca ("Da Elvis fino a Eminem: una quantificazione del prezzo per essere una celebrità - Il rischio di morte prematura tra le star del rock e del pop in Europa e negli Usa") dal risultato prevedibile, ma comunque inquietante: le possibilità che una popstar muoia prima dei quarant'anni sono il doppio rispetto alla media.

Lo studio ha basato le sue conclusioni su dati raccolti tra 1.064 musicisti e cantanti provenienti dal mondo della musica rock, punk, rap, R&B, electronica e new age.
Ad essere messo peggio sono le star europee (35 anni di "speranza di vita"). Va meglio a quelle statunitensi (42).
Cento delle star studiate sono morte tra 1956 e 2005, in un caso su quattro per problemi legati all'uso di alcol e droghe (overdose, incidenti, malattie).

Solo quando il successo è consolidato su basi solide come 25 anni di carriera, spiegano gli autori dello studio, il rischio di morte dei cantanti rientra nella media generale, ma solo per le star europee, quelle americane continuano sempre a vivere sul filo del rasoio.
"Laddove il comportamento delle pop star rimane caratterizzato dalla ricerca del rischio e dell'abuso – concludono i ricercatori - è improbabile che i giovani ritengano credibili messaggi positivi che possono arrivare da quei big della musica che si lasciano coinvolgere in campagne educative contro droga e alcol per esempio".

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