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La strana storia della band di Obama

Mille spettatori all'Arena Gigli di Porto Recanati l'altra sera e applausi convinti per i Suspicious Package, nella prima e unica tappa europea del gruppo musicale che si è guadagnato il soprannome di band di Obama per l'insolita composizione della line up. Oltre che per il nome ufficiale (pacco sospetto), davvero molto Cia-oriented.

Voce e tastiere del gruppo è infatti Christina Sevilla, funzionaria addetta al Commercio Estero negli Stati Uniti; voce e percussioni Tom Toles, giornalista e vignettista al Washington Post e vincitore di un Premio Pulitzer; alla chitarra acustica Bryan Greene, funzionario governativo per lo sviluppo urbano degli Usa; il reporter di Bloomberg Tim Burger al basso; Josh Meyer, giornalista del Los Angeles Times che si occupa di sicurezza nazionale e terrorismo, alla chitarra solista. Questo l'insolito quadretto sul palco. Manca solo il vice di Obama, e ci sono tutti.

Dopo tre anni di attività, negli Stati Uniti sono diventati un fenomeno musicale e nel concerto di ieri sera hanno confermato tutte le loro qualità, dialogando musicalmente con il celebre pianista Matthew Lee, unico musicista professionista sul palcoscenico del Gigli. Nella loro scaletta, sia cover del repertorio americano di rock, pop e blues, che pezzi scritti e musicati da loro stessi. I Suspicious Package si erano già esibiti, con successo, all'ambasciata italiana negli Usa.

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