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Le major vogliono quattrini dal porno

Ebbene sì. Nei periodi di crisi può accadere anche che un drappello di major discografiche cerchino di far cassa niente meno che col porno. O meglio: rivendicando i propri diritti nei confronti delle case produttrici di film hard.

Quali diritti? Quelli musicali, of course. Nello specifico, si tratta di una causa intentata dalla Warner, insieme ad altre discografiche, nei confronti della società Rk Netmedia, specializzata nel genere 'reality porno'. In sostanza, i film di questa società si svolgono all'interno di locali o night club, dove ragazze e ragazzi vengono trasportati con tanto di limousine, ricorrendo massicciamente alla musica che viene trasmessa dai dj per le proprie colonne sonore. Insomma: in quel genere di prodotti di dialoghi ce ne sono ben pochi, e tutta la musica trasmessa nei posti in cui si gira – spesso anche canticchiata dagli attori – finisce dritta dritta nel pornazzo.

Utilizzo non autorizzato di centinaia di brani (a tema), dunque, e danno d'immagine legato all'abitudine dei partecipanti di fare 'lip synch', cioè il playback nel corso delle loro evoluzioni. Il legale della società, tale Marc Randazza, ha confidato che punterà sul 'fair use', sostenendo che un reality show non può che assorbire i suoni del luogo dove l'azione si svolge. Musica inclusa.

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