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Levante ad Excite: "Potrei collaborare con Cesare Cremonini", intervista esclusiva

  • Ufficio stampa

Levante si appresta a confermare l'importante successo del suo primo album “Manuale Distruzione” accompagnando i Negramaro nel loro “Un amore così grande Tour 2014”, una serie di importanti tappe che la vedranno, in versione solista, presentare la sua musica ad un pubblico decisamente numeroso. La nostra intervista con lei, però, ci ha anche rivelato qualche segreto in più: la storia dietro la tanto romantica e decadente copertina del suo “Manuale Distruzione”, il suo grande amore oltre la musica e il progetto, già in fieri, di un nuovo disco, pronto per l'uscita nel 2015.

A cosa ti sei ispirata per le 12 canzoni del tuo nuovo album “Manuale Distruzione”?

Alla mia vita (ride ndr). In realtà sono 12 tracce, a parte una, perché la interpreto e basta: “Nuvola” che ha scritto Alberto Bianco e sono stata felice di cantare e di inserire nel disco. Il resto delle canzoni le ho scritte in un periodo della mia vita che va dal 2009-2010 a fine 2012, frutto di una crescita personale e musicale in cui racconto di sogni, coraggio, storie d'amore finite e storie d'amore iniziate e cose che prevalentemente ruotano intorno alla mia vita. C'è qualche storiella di alcuni miei amici che ho osservato da vicino e ho descritto in qualche canzone.

Come mai questo titolo?

Il titolo rappresenta proprio la crescita di questi ultimi anni. Nel mio periodo di mutazione ho avuto a che fare con queste parole, con la distruzione e l'istruzione, per cui ho tolto l'apostrofo per essere più precisa nella spiegazione del disco, o meglio, della mia tesi secondo la quale si cresce su grandi macerie quindi, tutto quello che poi si fa, ti fa arrivare in alto perché ti fa crescere, ti “istruisce”, se vogliamo rimanere nei termini con i quali ho giocato, e ti distrugge. Quindi, in qualche modo, ti fa perdere quella purezza che forse avevamo e non abbiamo più, chi lo sa!

La copertina dell'album ricorda una donna italiana degli anni 50 del sud, com'è nata questa idea in contrasto al personaggio in cui tutti sono abituati a riconoscerti?

La copertina dell'album è stranissima ed è nata in modo strano. A gennaio 2013 avevo già una copertina dell'album e non era quella. Poi ho sentito l'esigenza fortissima di ritornare a casa in Sicilia e, come faccio spesso, mi metto a rovistare tra armadi e cassetti ed ho trovato l'abito da sposa di mia madre. Quello della copertina è l'abito da sposa di mia madre, che ho voluto indossare e con il quale mi sono fatta un autoscatto col cellulare. Non riuscendo, perché comunque non veniva bene, mi sono fatta aiutare da mia sorella ed è stato immortalato quello che volevo dire esattamente. L'abito da sposa di mia madre, ovvero l'inizio di tutto, di questa donna che si innamora e da vita anche alla mia storia, quella dei miei fratelli, alla storia della mia vita, però con me appoggiata con la schiena contro una delle mura dov'è venuto a mancare mio padre, quindi l'inizio e la fine di tutto per me. Questo è “Manuale Distruzione”, è stata una folgorazione fortunata perché, con quell'immagine, ho chiuso il cerchio di questo progetto e di questo cammino.

Sicuramente qualcosa di molto profondo e anche difficile da affrontare come la vita.

Eh si, è stato duro, perché a guardarlo bene effettivamente - ce l'ho qui davanti - è strano. Tra l'altro lo indosso perfettamente quell'abito che, in fondo, è di mia madre di più o meno 30 anni fa, no di più di 30 anni fa! 38 anni fa! (ride ndr) E poi questo muro distrutto che è la casa dov'è morto mio padre tanti anni fa.

Parlaci di “Alfonso”, è stato il tuo primo tormentone, come mai la scelta proprio di questa canzone sulle altre?

Io non ero d'accordo sulla scelta di questa canzone quando ci siamo riuniti con l'etichetta cercando di capire come muovere i primi passi. Sicuramente “Alfonso” era una di quelle che, quando cantavo ai concerti e la portavo nei vari concertini ancora piccoli, riscuoteva tanto successo perché la gente si divertiva, poi rimaneva anche un po' stupita da questo grido e il ritornello pensando: “questa sta dicendo veramente che vita di merda”! Io non ero molto convinta perché il mio lato romantico voleva tanto che uscisse “Cuori d'artificio”, però effettivamente rispetto a un brano come “Alfonso”, come prima uscita, sarebbe stato un po' meno immediato un altro brano e “Alfonso”, invece, come volevasi dimostrare, ha riscosso chiaramente più successo. Però non rappresenta me più degli altri, sono tutti brani che ho scritto in modo molto sincero, per cui, in base all'occasione, ho presentato il figlio che più le si addiceva.

Dopo “Sbadiglio” ora è uscito il video di “Duri come me”, una canzone chiaramente autobiografica, di cosa parli in questo brano? È legato a una tua esperienza di vita in particolare?

“Duri come me” l'ho scritto nell'agosto del 2012 ed era la fine dell'anno prima che succedesse il putiferio e si trasformasse completamente la mia vita, in cui ero veramente stanca e frustrata di dare tantissimo e non ricevere mai niente. Di essermi impegnata tanto nella musica, di averci messo anima e cuore, di aver sofferto un sacco, però le cose non cambiavano mai. Dopo 13 anni che fai musica, che comunque è stata una lunghissima gavetta, dopo tanti anni così, dici: “bon, basta non succede mai niente”. Siccome io nella vita non avevo un piano B e forse ancora non ce l'ho e continuo a non averlo, volevo solo fare la cantautrice, volevo cantare e voglio fare questo nella mia vita, quel giorno, ho scritto questo brano per darmi un po' di coraggio e, al momento, ero totalmente in down e ho deciso di darmi forza con questa canzone dicendo: “stringere i denti finché ne avrò, perché questo voglio fare e questo farò”. Da questo è uscito fuori “Duri come me” che è proprio una sorta di battaglia contro le mie paure.

Adesso una bella soddisfazione te la prenderai visto che è uscita la notizia che i Negramaro ti hanno scelta per aprire i loro concerti di “Un amore così grande” Tour e sarai in una versione molto solista ed intima e il tour è molto lungo con tantissime date. Come hai preso questa notizia quando te l'hanno data?

Come al solito, tu dovresti vedermi, sono comica, proprio fantozziana. Quando mi dicono queste cose, come quando mi dissero di Gazzè, che ho accompagnato lo scorso, io, come sempre, faccio la faccia neutra, non ho proprio espressione tipo: “ah figo”, non mi scompongo, non mi si muove neanche un capello. Perché quando arrivano queste notizie forti tento di rimanere con i piedi per terra, di rimanere lucida, che è necessario in questo mondo qua. Quindi sì, sono chiaramente molto felice, però realizzo molto tardi cosa succede e poi, lo vedremo anche a fine estate, che cosa mi porterà questo tour qui. Sicuramente è una prova di forza perché, rispetto ai concerti di Gazzè, che sono meno affollati, questo tour dei Negramaro, come gli scorsi, è pieno di gente. Faremo anche delle situazioni strane, nel senso di prestigiose, come l'Arena di Verona e l'Anfiteatro di Taormina, quindi sarà molto forte, molto emozionante. Come al solito mi ritrovo voce e chitarra ad esprimere tutto quello che ho dentro, vediamo un po' cosa ne esce.

Ma temi l'impatto con un pubblico così grande?

Sicuramente saranno 30000 contro 1, però io è una vita che combatto da sola, per cui no. Forse le situazioni più difficili sono state quelle di cantare davanti a 10 persone, quando sei in meno e vedi proprio tutte le facce e magari qualcuno sbadiglia anche, è un po' più difficile perché è dura. Quando sono così tanti il disinteressato magari si perde nella folla, speriamo che ci sarà tantissimo supporto.

Questo tour si chiama “Un amore così grande” ma tu, un amore così grande oggi, ce lo hai?

Io ce l'ho, sì, un amore così grande ce l'ho. Però mi fermo qua.

È famoso, è un amore famoso?

No, non è un amore famoso, nel senso che io non lo rendo famoso, credo. Insomma non lo rendo famoso, ma forse è un amore famoso.

Progetti futuri e sogni nel cassetto?

Progetti futuri in realtà sono già ben avviati, in tutto questo deliro tra “Manuale Distruzione Tour” e “Un amore così grande Tour”, ci ho messo anche un nuovo disco di mezzo, quindi sto scrivendo il nuovo album che conto di far uscire il prossimo anno, nel 2015. Finita l'estate mi chiuderò in studio a registrare tutto e a inventarmi qualcosa di nuovo, nel frattempo però ho già scritto una decina di brani, quindi sono quasi alla fine della scrittura. Ho già la copertina del disco, perché non lascio niente al caso. Come è successo con Manuale Distruzione che, alla fine, è arrivata la copertina giusta, in questo caso la copertina giusta è arrivata prima che venisse registrato il disco perché, anche in base al titolo, ha dei collegamenti. Io amo raccontare le storie, ma amo raccontarle senza modificarle. Voglio raccontarle per quello che sono, qualche volta sono anche dure, la verità a volte è dura da dirsi e da raccontare, però è quella che io prediligo. Per cui, anche questa nuova copertina, racconta delle cose molto vere e, se non l'avessi fatta nel momento in cui l'ho fatta, non sarebbe stato lo stesso. Quindi adesso la copertina del nuovo disco ormai c'è.

Il titolo ho capito che più o meno ce lo abbiamo.

Il titolo ce l'ho, la copertina ce l'ho, 10 brani ce l'ho, adesso inizio col terzo disco!

Immagino che in questo nuovo disco non parlerai più dell'esperienza negativa della vita ma ti sarai rivolta a un altro tipo di tematica.

Totalmente distante, vedrai, ti sorprenderà. Ci risentiremo il prossimo anno e ci faremo una risata con questo contrasto tra il primo disco e il secondo.

Allora ci racconterai il terzo disco!

Forse, dal secondo, mi prenderò una pausa un po' più lunga perché, secondo me, devo anche riposare. Adesso c'è il disco e il tour però, dal secondo disco, dopo il secondo tour, mi fermo un po'.

Collaborazioni importanti con qualche artista italiano o internazionale ne hai in mente o che vorresti.

In questo momento no. All'inizio di quest'anno speravo di collaborare, in tempi non sospetti, con Cesare Cremonini, che mi piace tantissimo come compositore e, tra gli italiani, è quello che mi ispirava. Poi è uscito “Logico” e sono rimasta sconvolta perché è bellissimo, mi piace veramente tanto, e ho detto “mannaggia vedi che avevo ragione!”. Però, magari, chi lo sa, in futuro.. Siamo tutti in contatto, anche Cesare mi ha scritto, mi hanno scritto un po' di persone che stimo molto, e sono contenta. Sono contenta che si stia spargendo la voce che in giro non c'è soltanto la tv, ma c'è ancora la vecchia musica con la vecchia gavetta.

Guarda il video di Levante “Duri come me”

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