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Life in Gubbio, da Bonolis ad Allevi

Filippo Mauceri è un celebre autore televisivo e non solo.
Nel suo lungo curriculum figurano anche cortometraggi, film, libri e progetti alternativi per lo spettacolo.
Cresciuto nello staff di Striscia la notizia, dove è rimasto per circa 13 anni, è poi passato in pianta stabile nel team autorale di Paolo Bonolis con il quale ha condiviso le gioie del Sanremo dei record e le ansie del suo passaggio in Mediaset.
Il programma "Il senso della vita", condotto dallo stesso Bonolis, è anche una sua creatura.

Nel curriculum di Filippo finirà anche anche il Life di Gubbio, uno spettacolo diviso in serate (dal 22 al 25 agosto) nel quale tutte le varie prospettive artistiche, dal teatro alla musica, dalla poesia alla pittura, prenderanno vita, formando una sinergia che vedrà coinvolto in modo diretto anche il pubblico che parteciperà in piazza.
Un nuovo modo di fare festival, dunque. Con la partecipazione di personaggi di primo piano come Giovanni Allevi, la poetessa Alda Merini, il duo Nicky Nicolai-Stefano Di Battista e Paolo Bonolis, presentatore della serata finale.

Con qualche difficoltà legata ai suoi impegni siamo riusciti a scambiare due battute con Mauceri che ci ha spiegato più in dettaglio il particolarissimo evento da lui organizzato e non solo.

Prima di parlare dello spettacolo Life in Gubbio, vorrei che tu mi parlassi un po' di te. Documentandomi sul web mi sono reso conto di parlare con un personaggio di grande spessore...
Lavoro nell'ambito televisivo in veste autorale anche se l'inizio della mia carriera è legato alla regia di alcuni cortometraggi e film.
Sono stato per lungo tempo nel team di Striscia la notizia dove ho avuto modo di farmi le ossa. Da tre anni collaboro con Paolo Bonolis su molti fronti. Sono stato autore con lui a Domenica In, poi a Sanremo e infine a 'Il senso della vita'.
La mia indole mi porta a sperimentare su ogni fronte, provando a tracciare nuove direttive in ogni ambito.

Parliamo ora di Life in Gubbio. Di cosa si tratta e come è nata questa manifestazione?
Da un'idea mia e di Michele Afferrante. La scintilla è scoccata dopo un incontro avuto con l'assessore di Gubbio Renzo Menichetti che ha lavorato con noi alla progettazione della manifestazione.
E' un festival atipico, dalle determinate caratteristiche, realizzato con la massima onestà intellettuale, creato per essere assorbito da un'audience quanto più verticale possibile, di ogni estrazione sociale ed età.
Fonderà assieme arte e musica in tutte le loro forme e in questo ci aiuterà la location. Gubbio, come del resto tutta la regione, offre una cornice unica e renderà il festival godibile e bellissimo.
Poi ovviamente la partecipazione annunciata per sabato 25 agosto in piazza Grande di Paolo Bonolis, che ha accettato l'invito con grande entusiasmo, ha aumentato l'interesse verso il progetto.
Paolo, tra l'altro, non si limiterà a presentare la serata ma si metterà in gioco rispondendo ad alcune domande provenienti dal pubblico presente. Lui crede molto in questo spettacolo. Su queste cose, del resto, è sempre stato più scaltro di altri personaggi.

Quali sono le vostre aspettative su questa manifestazione? I nomi importanti non mancano e anche questa idea di miscelare fra loro varie forme di arte e creatività (poesia, musica, pittura, teatro) mi sembra comunque molto interessante...
Bah, sai le aspettative sono quelle di veder ricompensato il lavoro fatto per organizzare questo evento.
Mi auguro che questa sia solo la prima di una lunga serie di eventi da organizzare magari i prossimi anni proprio qui a Gubbio. Mi auguro che questo spettacolo possa tracciare la strada verso un nuovo modo di intendere un festival, fatto di tematiche più intellettuali, culturalmente di spessore.
Mi piacerebbe che i grandi nomi dello spettacolo facessero come Bonolis, scendendo per una serata dal loro piedistallo intellettuale, per affacciarsi sul mondo, facendo un passo indietro per entrare in contatto con la gente e con iniziative che servono in un paese in cui l'audience sta riscoprendo il piacere della cultura, che sta maturando.
Ecco, vorrei con questa manifestazione riuscire a toccare con mano questa nuova tendenza del pubblico, sempre più eterogeneo e verticale, come cultura, estrazione sociale e età anagrafica.
Credo che questa nostra impostazione, questo nostro modo di intendere la cultura e di promuoverla sia simile come approccio a quello che abbiamo avuto pensando al Senso della vita. Lì, con quel programma, secondo me c'è stata una svolta, o meglio la dimostrazione che la tv può anche offrire prodotti di qualità e non solo di quantità.

Come avete convinto i grandi nomi che animeranno questi spettacoli ad intervenire nella manifestazione? Mi riferisco a gente del calibro di Bonolis, Di Battista e Giovanni Allevi?
Ci sono ancora altri nomi molto importanti ancora in ballo. Purtroppo però non posso dirti nulla in quanto la loro presenza non è ancora sicura. Comunque la manifestazione vivrà di molti momenti molto interessanti, come quello che vedrà la premiazione con il premio "Il senso di una vita" alla poetessa italiana Alda Amerini. La cosa è molto carina, se pensi che Alda non è una tipa che si sposta così volentieri. Se verrà a Gubbio a ritirare il premio è perchè anche lei crede nella manifestazione.
Poi ci sarà anche Giovanni Nuti, ad esempio, che accompagnerà la poetessa con alcuni pezzi ispirati nelle liriche proprio alle poesie della Amerini.
Giovanni Allevi è stato semplice convincerlo, vista l'amicizia che ci lega. Il suo esordio in tv lo deve a Paolo Bonolis, del resto, che lo invitò al programma Domenica In. Se poi ci aggiungi anche il fatto che Allevi ha realizzato le 7 note di apertura del programma il senso della vita, capirai perchè non poteva dire di no.
Comunque tutti gli ospiti che hanno accettato di venire lo hanno fatto perchè in questo progetto credono, percependo l'onestà e la genuinità con la quale è stato realizzato. Con tutti loro c'è un rapporto molto stretto che esula dalla sola comparsata per pura professionalità.

Secondo te in che stato di salute è la tv in Italia? Si investe abbastanza in arte e cultura oppure si dovrebbero organizzare più manifestazioni come quelli che fate voi?
C'è una nuova tendenza in atto che ci regala grande ottimismo. La gente ha voglia di cose nuove, di prodotti di qualità. Mi auguro solo che si mettano in atto questi buoni propositi perchè se così fosse, lo spettacolo in Italia si svilirebbe di meno.
Mi riallaccio a quello che ho detto prima. Mi piacerebbe vedere i personaggi dello spettacolo scendere dal piedistallo intellettuale che si sono costruiti e tornare a dialogare con la gente, a provare nuove vie, a rischiare con la propria immagine. Serve coraggio e maggiore umiltà, forse.
Battendo con serietà questa strada non potranno che proliferare eventi come quelli di Gubbio che comunque miscelerà intrattenimento più classico con momenti culturalmente più elevati.
Noi ci approcciamo all'organizzazione di questo spettacolo con la massima onestà e solitamente questo tipo di approccio paga.

Mi piacerebbe cambiare un secondo argomento, pur restando sempre in tema di intrattenimento e cultura. Tu sei da molti anni autore di programmi radiofonici e televisivi quindi chi meglio di te può rispondere ad una domanda molto attuale.
A partire dai commenti degli utenti che leggono le pagine di Excite, fino all'Autorithy per le comunicazioni, il coro è pressochè unanime: "La qualità della tv italiana stia scadendo sempre più, piegata alle esigenze dell'audience". In che stato è la tv di oggi? Sei d'accordo con l'opinione di quelle persone che vorrebbero una tv diversa da quella che si vede oggi?

Nei telespettatori c'è più senso critico e molta meno passività. Le persone non sono più disposte come in passato a subire prodotti di scarsa qualità e tendono a penalizzare prodotti e format troppo scadenti. Si disaffeziona a prodotti che non prendono.
Tutto sta nel dare maggiore qualità ai contenuti e vedo che questo è il trend in atto in questi ultimi tempi.
Alla base di tutto comunque c'è un problema che è quello di chi fa la tv. Sono certe persone che decidono i palinsesti e se mandare in onda o no certi prodotti. Lo fanno ovviamente in un'ottica aziendale, cercando di massimizzare i profitti e le entrate pubblicitarie.
Purtroppo la concorrenza ha ormai raggiunto livelli altissimi e al ribasso, con prodotti sempre meno attenti ai contenuti. Quando le cose si fanno senza criterio e senza spessore, abbiamo dei prodotti di scarsa qualità, è normale.
Gli interessi economici prevalgono sui contenuti, è questa la realtà.
Comunque ci vuole solo pazienza.
Mi ricordo ancora una frase che Benigni ci disse per descrivere "Il senso della vita": "Voi state semplicemente troppo in anticipo sui tempi televisivi di oggi".
Capisci? Tutto sta a trovare idee nuove e originali, tutto sta a puntare sui contenuti e soprattutto si devono trovare personaggi televisivi (come Paolo Bonolis) disposti a credere in un progetto nuovo, diverso, che vada ad esplorare nuove frontiere di fare tv. Serve coraggio da parte degli attori principali della tv, da parte dei presentatori.
Ovviamente siamo tutti consapevoli che non si può mettere in pratica tutto quello che ci passa per la mente. Bisogna anche venirsi incontro. Nel senso della vita abbiamo sperimentato un nuovo modo di fare intrattenimento televisivo invitando non solo gente alla prima apparizione televisiva ma anche nomi più noti. Era necessario per venire incontro anche alle esigenze della Rete. Però anche invitando personaggi ultrafamosi, abbiamo comunque cercato di porre loro domande diverse, meno comuni, per scoprirli sotto nuove prospettive. Da qui il discorso relativo ai contenuti.
Nel senso della vita abbiamo sempre messo sullo stesso livello ospiti illustri e gente comune che però aveva qualcosa da raccontare, spesso più interessante del vip.

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