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Ligabue, fra baci gay e politica soft

Via, partito. Una grande festa, una celebrazione rock rigorosamente intesa. Senza troppe bizzarrie né stranezze – perché quel bacio gay che passa a un certo punto non può essere una stranezza, nel 2010 – granitica e rassicurante come solo Ligabue sa fare, in Italia. Lo stadio Olimpico di Roma ha accolto venerdì sera la prima tappa del nuovo tour del rocker di Correggio. Che fra Pantani e Totò ha abbracciato, scattando pure qualche foto dal palco, un pubblico che non è semplice pubblico ma s'è ormai fatto famiglia e comunità.

C'è il solito mix di politica essenziale (Sei pronto a pagare per la tua acqua?, recitano a un certo punto i tre maxischermi che illuminano un palco scarno e pulito) e di epica contemporanea che si nutre di filmini stile Super 8 e di grandi testimoni del giornalismo, della letteratura e della musica come Enzo Biagi, Italo Calvino, Fabrizio De André, Fernanda Pivano.

'Continuo a pensare – ha dichiarato il Liga a Repubblica oggi in edicola – che se uno nasce in questo paese nn può non amarlo, ma anche non provare frustrazione di un paese che non riesce a essere moderno, a funzionare, ad avere un governo che metta in pace la gente che porta avanti le idee, o semplicemente offra i servizi che ci servono. La cosa più agghiacciante è che anche i politici che hanno sempre avuto la faccia tosta di fare promesse sul futuro, ora neanche quello, non ce la fanno'.

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C'è stato tutto, venerdì 9 luglio, per quello che da molti era atteso come l'evento dell'estate. Tutti i pezzi sacri, da Certe notti a Urlando contro il cielo. Ma anche parecchio da Arrivederci, mostro!, il nuovo disco da record (tre pezzi all'inizio e altri sparsi nel corso delle due ore abbondanti di musica, anticipate da un autentico conto alla rovescia).

Il tour prosegue, oltre al bis di sabato 10 a Roma, a Firenze il 13 luglio, a Milano il 16 e a Padova il 20. Buonanotte all'Italia.

Ligabue - Certe notti

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