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Lorenzo: "Come fa a morire uno come Pavarotti?"

"Se dovessi andare su un altro pianeta a fare pubblicità alla Terra, direi che era il testimonial della vita". Così Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti) ha espresso il suo dolore per la morte di Luciano Pavarotti, con il quale aveva un rapporto di amicizia molto forte.

"Il fatto che mi volesse molto bene era per me una grande benedizione, da parte sua c'era l'affetto di un padre. Stamattina ho dato la notizia a un mio amico che ha reagito dicendo, e come fa a morire Pavarotti? E' proprio così. E' come se morisse Tarzan, o Topolino. Nel mondo non ho mai avuto la percezione di una persona più famosa di lui. Dalla Cina alla Patagonia, dovunque andassi, quando dicevo che ero suo amico mi si aprivano tutte le porte. Era considerato una divinità, un essere immateriale. Amava la vita in tutte le sue espressioni. Ricordo pranzi che partivano alle quattro del pomeriggio e finivano alle quattro del mattino, durante i quali raccontava storie bellissime, molte delle quali legate all'Opera. Per lui Caruso era il più grande, ma secondo me è lui il più grande di tutti i tempi".

L'esibizione di Jovanotti con Pavarotti

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