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Lou Reed: è morto il poeta maledetto del rock

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A 71 anni Lou Reed può finalmente andare a camminare sul lato selvaggio, Walk on the Wild Side, come recita una delle sue canzoni più famose. Malato da tempo, lo scorso maggio aveva subito un trapianto di fegato e sembrava che ancora una volta fosse riuscito a ingannare la morte. Invece no: la Signora con la falce gli ha concesso soli pochi mesi, prima di chiamarlo a suonare per lei.

Lou Reed ha rischiato di morire: salvato da un trapianto di fegato l'ex leader dei Velvet Underground

Nato a Brooklyn il 2 marzo del 1942 da una famiglia di origine ebraica, Lou Reed era il poeta maledetto del rock: la sua voce monotòna, apparentemente apatica e definita dai più "decadente" ha cambiato il modo di fare e intendere la musica, insieme a testi che nulla hanno da invidiare a vere e proprie opere letterarie - lo stesso cantante ha dichiarato che il suo obiettivo era quello di "portare la sensibilità della letteratura nella musica rock" - e a una sperimentazione sonora che è valsa a Reed l'appellativo di "pionere della Ostrich Guitar", un modo particolare di suonare la chitarra elettrica.

L'esordio avviene nel 1964. Un suo pezzo, The Ostrich, viene ritenuto "interessante" dalla piccola etichetta di musica commerciale Pickwick Records per la quale lavora come compositore su commissione e in fretta e furia gli viene affiancato un gruppo per promuoverlo, The Primitives. L'esperienza ha vita breve, ma con il polistrumentista della band, John Cale, Reed fonda i Velvet Underground, che segnano di fatto l'inizio del suo successo, anche grazie al finanziatore e promotore del gruppo, Andy Wharol. L'album The Velvet Underground & Nico, con in copertina la celebre banana-fallo disegnata dallo stesso artista, è troppo avanti per i tempi e subito si rivela un mezzo insuccesso, ma col tempo, grazie a brani come Sunday Morning, Femme Fatale, Heroin, diventa una delle pietre miliari del rock.

Ma i Velvet Underground non sono abbastanza per Reed, che negli anni 70 intraprende la carriera da solista. Arrivano così Transformer, prodotto da David Bowie, che contiene tra le altre canzoni le celeberrime Walk on the Wild Side e Perfect Day, e poi Berlin, alcuni concerti diventati storici, come Rock n' roll Animal e Lou Reed Live, The Blue Mask e più recentemente, nel 2003, The Raven.

Nel mentre il poeta maledetto continua a sperimentare: fa l'attore per il regista e suo grande fan Wim Wenders e poi incide un disco con i Metallica, Lulu, che però i puristi suoi e della band non dimostrano particolarmente di apprezzare.

Nonostante gli abusi, con l'eroina a dominare gran parte della sua esistenza, Lou Reed se la cava meglio di tanti suoi coetanei, venendo dato per morto più di una volta e tornando poi più cupo e tormentato, ma vivo. Almeno fino a oggi. Anche se le pochissime notizie sulla sua dipartita fanno ancora sperare qualche fan che di nuovo l'eroe della rock ce l'abbia fatta e la Signora con la falce debba attendere per ascoltarlo suonare solo per lei.

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