Excite

Lou Reed - Live @ PalaBam, Mantova, 25.02.06

Un palasport nel bel mezzo dellinfinito parcheggio di un centro commerciale della provincia padana. Qua e là, piantati come alberi andati a male, il faccione della Divina Dentiera col tricolore intorno, di La Russa con i capelli miracolosamente puliti e di Romani Prodi con l'indice rivolto verso qualcosa che sta oltre il rettangolo del cartellone.
Wharol non avrebbe potuto fare di meglio.

Accade così che il rito eterno dello shopping mantovano del sabato pomeriggio venga insolitamente contaminato da strane ed attempate figure in giacca di pelle e venditori di t-shirt che trasudano, in maniera più o meno elegante, due icone degli anni 70: il pallido sguardo perso verso lalto di Transformer e una banana, quella con la firma in basso a destra.

Lepifania è programmata per le ventuno.
Minuto più minuto meno Lou Reed, pantaloni di pelle neri e maglia contenitiva giallino smunto, apre bocca per attaccare Paranoia Key Of E (da Ecstasy, 2000), un messaggio chiaro ed inequivocabile: scordatevi i classici, monumento vivente sì, ma ruffiano no. Unattitudine che l'ex Velvet Underground non abbandonerà per tutto lo show.
Quasi due ore di irriverente sfida alle soluzioni facili e alle aspettative del pubblico. Una folla con la quale il NYC Man non dialoga praticamente mai, lasciandosi solo andare ad un criptico e rauco urlo a metà del concerto.

Se si esclude Street Hassle tutta la setlist va così a pescare tra il repertorio cosiddetto minore e alla produzione post seventies. Canzoni che Lou (accompagnato da una band particolarmente in forma) dilata, dilania e sporca con infiniti e acidi assoli che la sua Telecaster ricama quasi in automatico. Una tensione mai risolta tra la propria musa e la volontà di distruggere che raggiunge il proprio apice nelle parole quasi recitate di The Day John Kennedy Died e Tell It To Your Heart, in uninfinita Rock Minuet (sempre da Ecstasy), e soprattutto nella splendida Who Am I? (da The Raven, 2003) che chiude il concerto. Unesecuzione talmente toccante da far dimenticare allistante lestemporanea e per fortuna breve esibizione sul palco del maestro di Tai Chi di Reed.

Manca solo il bis. Loccasione per i presenti di separarsi dalle scomode sedie, far saltare la gerarchia da botteghino e avvicinarsi il più possibile al proprio eroe. Una manna soprattutto per coloro che, avendo la grave colpa di aver sborsato solo trenta miseri euro, si sono ritrovati relegati in una simil-piccionaia situata ad anni luce di distanza dal palco.
Cè comunque il cartellino da timbrare e Lou lo sa: allora sotto con una versione dordinanza di Sweet Jane colorata dal prevedibile boato dei presenti e dallespressione svogliata del protagonista.

Un sforzo di pochi minuti in cambio di un migliaio di espressioni soddisfatte.
In fondo anche i maledetti hanno un cuore.
 

In rete:
LouReed.it (fan site italiano)

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017