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Luca Carboni, l'intervista di Excite

Raggiungiamo Luca Carboni al telefono. Ha la voce un po' impastata, forse per via dell'influenza che da qualche giorno non gli da' tregua.
Lui però non demorde. Sa che è un periodo molto incasinato, quello che lo aspetta.
C'è da promuovere il nuovo album "Le band si sciolgono", da far promozione in radio, il telefono che squilla incessante e nel frattempo preparare un tour che lo vedrà girare l'Italia, dividendosi fra teatri, palazzetti e club.
No, e' un Luca Carboni che in questo periodo non può permettersi malanni. Le vendite del cd vanno benissimo, il suo singolo "Malinconia" è fra i piu' trasmessi in radio e lui, nella sua casa bolognese, si prepara alla battaglia che lo attende, al prevedibile bagno di folla che lo terrà occupato nei prossimi mesi.



Prima di tutto, come mai hai scelto questo titolo per il tuo nuovo lavoro?
E' una frase estrapolata dalla canzone "Le band". Anche se a prima vista può avere un'accezione negativa e ironica, in realtà il titolo trasmette speranza, l'idea del tempo che passa e delle cose positive da cogliere nei momenti negativi della vita.
La mia musica è cominciata all'interno di una band e dallo scioglimento di questa è ripartita piu' forte di prima. Dalle tristi ceneri sono risorto trovando la mia strada musicale.

Con che stato d'animo ti sei approcciato alla realizzazione dell'album?
Uno stato d'animo nuovo rispetto al passato. Ho fatto passare 5 anni perchè in questo lasso di tempo ho potuto costruire e sviluppare il percorso musicale di tutti i brani presenti nel nuovo album. Volevo generare emozioni e riuscire ad esprimermi al meglio. Credo di esserci riuscito anche perchè da questo album sono uscite fuori cose importanti, canzoni all'altezza delle mie aspettative con il suono che volevo io.
Ho cominciato a lavorarci due anni fa, nel settembre del 2004 e nel giro di tre mesi ho partorito tutti i brani dell'album. A quel punto ho cominciato a sperimentare sui miei pezzi, ho imparato ad utilizzare il computer per generare musica elettronica, non ho voluto turnisti proprio perchè desideravo che quest'album venisse fuori come volevo io. Mi sono divertito moltissimo ad utilizzare il computer, ho scoperto un mondo completamente nuovo.

Cosa hai fatto in questi 5 anni di pausa fra un disco e l'altro?
Non sono stato con le mani in mano. Alcuni mesi del 2003 li ho passati dedicandomi alla stesura di un libro molto particolare, fatto di disegni e parole, edito per una piccola casa editrice bolognese che mi ha dato molta soddisfazione.
Poi ho pubblicato il "Carboni Live" e mi sono concentrato sulla stesura delle nuove canzoni. Sono stato molto indaffarato.

La canzone "Malinconia" è già un successo. E' un brano molto intimo, quasi riservato. Fa parte del lato piu' riflessivo dell'album. Come mai la scelta di farne il primo singolo?
La scelta di metterlo come primo singolo è stata coraggiosa. C'era "Le band" che sicuramente si prestava di piu' ma, dopo essermi sentito con la casa discografica, ho deciso di mandare on air un pezzo piu' intimo perchè in tempi stressanti e forsennati come questi ascoltare in radio un brano tranquillo puo' aiutare a rilassarsi. Visto il riscontro positivo, l'obiettivo è stato raggiunto.

Il brano "La mia isola" (che vede alla chitarra la prestigiosa collaborazione di Pino Daniele) è dedicato all'isola d'Elba. Perchè questa dedica?
Perchè è lì che la mia canzone è nata. Ero fisicamente lì quando la melodia è venuta fuori.
L'isola d'Elba è un posto che frequento spesso, soprattutto quando voglio allontanarmi dallo stress cittadino. Il testo parla di un'isola anche come metafora della vita. Ha un doppio significato.

Come si fa dopo 20 anni di carriera sulle spalle, una valanga di grandi successi e tour in giro per il mondo a trovare ancora l'ispirazione e la voglia di creare canzoni nuove, di emozionare con nuovi album? Penso anche all'inevitabile carico di aspettative che ogni tua uscita discografica si porta dietro. Come fai a gestire lo stress?
Per me la musica è un'esigenza, non è mai routine. Scrivere un nuovo album è come vivere una nuova vita alla quale serve del tempo per maturare. Ho bisogno di tempi lunghi per pubblicare un cd, perchè scrivere una canzone per me non è un dovere ma passione pura. Con la casa discografica ho un contratto che mi obbliga a pubblicare una serie di inediti ogni 18 mesi. Ovviamente per tutte queste ragioni non riesco mai a farcela. C'è un motivo, del resto, se in 23 anni di carriera ho pubblicato solo 9 album di inediti.

Ora suppongo ti attenda un lungo tour in giro per l'Italia. Che rapporto hai con le tournee? In che modo le vivi?
Non vedo l'ora. Per me il tour è un momento di verifica, un passaggio obbligato per capire se si è fatto bene il proprio lavoro in studio di registrazione. Faremo un sacco di date, molte piu' delle 15 elencate nel cd.
In questi giorni sto pensando a come organizzare il live. Suoneremo in spazi molto diversi, portando lo stesso concerto in teatri, palazzetti e club, spazi e audience diversi. E' un esperimento che sono curioso di testare. Mi piace capire che risultati dà suonare una scaletta in spazi piu' intimi e in posti piu' incasinati.
Mi piace molto l'idea della tournèe, mi piace il momento in cui si decide che brani suonare e quando si definiscono gli arrangiamenti. Quando comincia un tour c'è sempre una bella scarica di adrenalina. Magari, come in tutti i mestieri, c'è anche la serata nella quale stai un po' piu' stanco, quella che magari arriva dopo 4 serate consecutive e la voce non è delle migliori. Ci sono i concerti belli e indimenticabili e quelli che invece potevi fare meglio. E' inevitabile.

Pochi giorni fa hai partecipato ad una grande festa musicale a Bologna, un concerto in Piazza Maggiore seguito da migliaia di persone per festeggiare l'elezione di Bologna a a "città creativa della musica". Mi racconti quella serata? Che emozione è stata suonare davanti alla tua gente?
Beh, l'emozione è stata suonare davanti a 40 mila persone nella mia Bologna. Per il resto ho fatto solo due pezzi. Non ho fatto neanche in tempo a scaldarmi...

Quanto è utile internet per un artista? Navighi spesso? Utilizzi siti web per trovare spunti?
Navigo spesso e per me il web è utilissimo. Mi piace molto andare sui siti degli altri artisti. La comodità del web è quella di poterti tenere aggiornato 24 ore su 24. Senza filtri.

Zucchero qualche giorno fa ha duramente attaccato internet e le suonerie, colpevoli secondo lui di ridurre la canzone ad uno strumento di marketing, snaturando la sua forma artistica. Eppure la musica scaricabile su iTunes e le suonerie scaricabili su internet sembrano l'unica ancora di salvataggio per le case discografiche. Sei d'accordo?
Secondo me la musica può essere usata come uno meglio crede. Alla base, però, ci deve sempre essere il rispetto per il lavoro dell'artista. Secondo me la musica può essere anche usata come suoneria e scaricata dal web legalmente perchè è soprattutto così che oggi le case discografiche riescono a sopravvivere.

In che stato è la musica italiana? E dove è diretta, secondo te?
La musica italiana è in crisi di vendite ma non di creatività. In giro ci sono molte cose belle, solo che si notano sempre meno. La colpa è che stiamo vivendo un periodo negativo in cui la tv non ha piu' spazio per i programmi musicali. Sui canali tematici non si vede piu' musica dal vivo e anche in radio si da' troppo spazio agli stessi singoli. La musica, in tutta questa rivoluzione mediatica alla quale stiamo assistendo da qualche anno ne è uscita con i cerotti, scadendo di qualità.
E' cambiata anche la dimensione della musica stessa. In passato c'erano degli spazi in cui si ascoltavano album interi e non solo singoli. Oggi non è piu' così. La musica di oggi è una forma di consumo usa e getta perchè anche la nostra nostra cultura lo è. Credo comunque che la musica riuscirà a sfuggire a queste logiche approssimative di mercato perchè la musica è troppo importante per l'essere umano. Io sono dunque ottimista.

Che rapporto hai con il peer to peer? Scarichi musica da internet?
Utilizzo molto iTunes. Mi piace molto, lo trovo pratico ed efficiente.
Se però esce un disco che mi piace me lo vado a comprare. Mi piace molto leggere il libretto, vedere i credits, è un feticcio al quale non riesco a resistere.
Sul peer to peer c'è da fare qualche seria considerazione. E' vero che la libera fruizione della musica online porta ad una maggiore ricchezza della musica. C'è effettivamente piu' scelta. Il rovescio della medaglia è che poi si va incontro a licenziamenti a valanga nelle case discografiche. E allora non lo trovo giusto. Non trovo giusto che una persona possa perdere il lavoro per colpa di un atto illegale.

Collegamenti:
- Scarica la suoneria di Maliconia
- Guarda il sito ufficiale di Carboni
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- Le immagini di Luca

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