Excite

Ludovico Einaudi @ Teatro Augusteo, Napoli - 5 dicembre 2006

Musica classica contemporanea, non male come definizione. Anche se, a voler essere ortodossi, la definizione non è proprio corretta, fa subito comprendere il senso dellarmonia, dellintensità e del rigore propri del pianista Ludovico Einaudi.

di Antonio Piccolo

Un rigore esemplare tipico dei suoi album che non manca di riconfermarsi tenacemente dal vivo, dove in questo periodo sta proponendo molti brani di Divenire (Decca, 2006), il suo ultimo disco. Un lavoro che segna una tappa importante, denso di arrangiamenti amplificati ma non ingombranti, dove lausilio dellelettronica diventa determinante pur senza intaccare la finezza e la delicatezza del repertorio. Si esibisce davanti al pubblico silenzioso e attentamente presente del Teatro Augusteo di Napoli, con un piccola orchestra formata da un quartetto darchi, un contrabbasso e Lippok alle tastiere e agli effetti. Il compositore colpisce a ripetizione, con dei brani in cui leffettistica ed il ritmo prendono il sopravvento sullimpianto melodico e le atmosfere soft si alternano a brani più impetuosi con notevole eterogeneità; lincedere incalzante di viole e violini rendono particolarmente riuscite la title track e Primavera. Dopo il riscontro positivo del nuovo disco, cè tempo per qualche vecchio brano in nuova riscrittura, a cominciare dallalbum Le onde del 96. In un tempo in cui troppe inutili parole ci sommergono, il pubblico di Napoli si permette di rompere il rispettoso silenzio solo con ripetuti e sentiti applausi.

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