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Marco Masini ad Excite.it: "Festeggio i venticinque anni di carriera a Sanremo. Ho dovuto convincere Conti"

Marco Masini torna al Festival di Sanremo per la settima volta e lo fa con "Che giorno è" brano scritto insieme a Federica Camba e Daniele Coro. Dall'emozione per il ritorno, al suo rapporto con Carlo Conti fino alla presenza dei ragazzi dei talent in gara. Noi di Excite.it lo abbiamo incontrato per voi.

Torni al Festival di Sanremo per la settima volta che effetto fa salire di nuovo sul quel palco?

E’ sempre una nuova emozione anche se cambiano i tempi, si cresce dentro di noi, si scrive e si canta magari in maniera diversa. Quando passano gli anni cambiano tante cose però l’emozione è sempre forte perché è un parco importante perché arriva sempre un bivio nella tua vita, arriva nell’occasione dei venticinque anni di carriera quindi ci sono tanti motivi per essere fieri di essere qua.

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Quanto ha contribuito per questo ritorno a Sanremo la presenza di Carlo Conti?

Ho dovuto convincerlo io con una canzone che gli piacesse perché al di là della nostra amicizia è una persona preparatissima, viene dalla radio è un intenditore di musica. Se non gli fosse piaciuta non sarei qua, di questo ne sono sicurissimo. E’ stato uno stimolo per scrivere qualcosa anche di più forte di altre volte, spero che sia così e spero che ci abbia indovinato.

Tu sei in gara con Che giorno è, com’è nata?

Come nascono tutte le canzoni, nascono in un momento al pianoforte, è venuta un’idea musicale a Federica Camba e Daniele Coro e con loro l’abbiamo sviluppata ed è venuto fuori un titolo e un testo che credo descriva la necessità di vivere che abbiamo tutti. Quando si cresce non esiste più l’inconsapevolezza della gioventù quindi si va tutti alla ricerca delle certezze e quindi la necessità di cogliere un attimo della nostra vita.

Che cosa ti aspetti da questo Festival?

Innanzitutto vorrei arrivare in finale perché c’è una eliminazione, spero di essere bravo e di meritarmelo poi vediamo cosa succede. Ci sono tante canzoni belle ne ho sentita qualcuna, credo che sia un Festival interessante.

Tu hai alle spalle una lunga gavetta, che effetto ti fa vedere sul palco tra i big colleghi che sono lì dopo aver vinto un talent solo pochi mesi fa?

Io auguro tanta strada a questi ragazzi soprattutto in un momento di smarrimento della musica italiana, si sono persi un po’ i produttori, si sono persi i direttori artistici, si sono perse tante cose che negli anni 80 e 90 esistevano e che oggi non esistono più. E' molto facile arrivare in cima attraverso scorciatoie, che oggi esistono mentre ieri non esistevano, poi bisogna restarci e quindi per restarci c’è bisogno di un po’ di gavetta e di esperienza e di umiltà.

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