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Marco Masini: "racconto storie d'amore", l'intervista di Excite

  • Facebook ufficiale Marco Masini

di Antonella Dilorenzo

Tanti adolescenti degli anni '80-'90, oggi adulti, avranno cantato, o magari solo scritto sul proprio diario, i versi delle sue canzoni, quei testi che, ancora oggi, risuonano nelle nostre orecchie come ricordi della prima giovinezza. Marco Masini rappresenta un grande tassello della musica italiana d'autore. Uomo forte ed integerrimo non si scuote né quando parla dei periodi bui della sua vita - come l'etichetta della negatività attribuitagli – né dei momenti di vittoria – del trionfo a Sanremo 2004 dice: “non ha rappresentato nulla, solo una bella canzone”; si mostra responsabile, determinato e consapevole della sua forza personale e del suo talento musicale che lo porta a vendere ancora molti dischi.

In questa intervista per Excite si mette a nudo, ci parla della sua carriera di ieri e di oggi, di come avrebbe potuto reagire se fosse stato debole davanti alle difficoltà e della sua vittoria a “I migliori anni”.

Immagina di essere allo specchio. Chi è Marco Masini visto da Marco Masini?

E' un cantautore che cerca di fare il suo mestiere in un momento buono, positivo, in questo inizio 2013. E' uno che racconta le storie d'amore, le storie di vita, le storie di tutti.

Nel corso della tua carriera musicale, le tue canzoni come “Vaffanculo”, “Bella stronza”, hanno suscitato polemiche per i testi e le denunce. Adesso una canzone così “ribelle” testualmente non creerebbe scalpore. Com'è cambiata la musica da quando hai cominciato ad oggi?

Beh, è cambiata moltissimo, anche se l'evoluzione non è avvenuta nella musica, ma nella società, nella tecnologia, nella vita di tutti, quindi è normale che tutto ciò che ieri poteva sembrare in qualche maniera avanti, oggi è tutto già passato e dunque, a volte, è anche retorico.

Il tuo messaggio musicale, oggi, è cambiato?

Il mio messaggio non è che sia cambiato perchè prima ne lanciavo uno, adesso ne lancio un altro, il mio è un messaggio d'amore, come per tutti noi cantautori, scriviamo tutti canzoni d'amore, c'è chi si addentra di più nella politica, nel sociale, ma sostanzialmente sono messaggi d'amore che subiscono una certa evoluzione dovuti alla crescita di chi li scrive. E' chiaro che a 40 anni non si può vedere la vita e scrivere le cose come si fa a 18 o a 20. E' un cambiamento naturale, un percorso obbligato di tutti.

Dopo il periodo d'oro degli anni '80 – '90, c'è stato un momento buio nella tua carriera musicale, ti hanno attribuito l'etichetta della negatività di cui molti hanno parlato. Ma c'è stato un episodio particolare che al tempo ha scatenato tutto ciò o qual è stato il meccanismo che ha portato a questo, secondo te?

No, il meccanismo non lo so, lo dovete chiedere a quelli che che ne hanno parlato, il meccanismo non dipende da me perchè se l'avessi conosciuto l'avrei evitato volentieri. É un meccanismo scattato da qualche altra persona e quindi non so indicarti il percorso da seguire per scoprire chi è l'“assassino”.

Recentemente hai dichiarato che avresti potuto fare la stessa fine di Mia Martini. In che senso?

Che certe cose possono portare anche alla depressione e al suicidio. Avrei potuto farlo, magari lasciando una lettera scritta e indicando i nomi e i cognomi di chi mi aveva ammazzato, di chi mi ha fatto cadere in depressione, perchè io so i nomi e i cognomi. Io non ho reagito così, ho reagito sul campo, lavorando, ho reagito scrivendo altre canzoni e cercando, in qualche maniera, di portarle alla gente e poi alla fine è andata bene.

Nel 2004 la vittoria di Sanremo con “L'uomo volante”, cosa ha rappresentato per te quell'evento? É stata una rinascita, una vittoria tua personale?

Non ha rappresentato niente, ha rappresentato una canzone bella che è piaciuta alla gente e che mi ha dato la possibilità di vendere 300 e passa mila dischi, non ha rappresentato altro.

Lo interpreti solo come un semplice tassello della tua carriera?

Si, una bellissima canzone che ha messo d'accordo tutti e che fa parte del mio repertorio totale.

Cosa pensi del nuovo modo di fare musica attraverso i talent?

Un modo più veloce per portare in casa degli italiani, tutti i giorni, dei nuovi talenti. Credo che possa essere un modo per arrivare prima, anche se poi, rispetto a ieri, ci sono meno produttori e direttori artistici. Una cosa un po' fine a se stessa, come vediamo molto spesso, un artista che esce di lì può durare una canzone e poi finire.

Quindi pensi che possa essere sì un trampolino di lancio abbastanza diretto, ma sta nel talento dell'artista rimanere a galla?

Certo, del talento e di chi lo segue.

Hai seguito X factor o The Voice, l'ultimo talent con Carrà, Cocciante, Pelù, Noemi?

No, sto facendo il pezzo nuovo e sono un po' fuori dalla cosa.

Se ti chiedessero di fare il giudice in uno dei talent canori, accetteresti? Perchè?

No, perchè non me l'hanno mai chiesto, non te lo posso dire.

Hai avuto un grande percorso a “I migliori anni” con Carlo Conti tanto che poi la canzone che tu hai interpretato ,“Cosa resterà degli anni Ottanta” di Raf, ha vinto l'edizione di Canzonissima del programma. Com'è stata questa esperienza e cosa ti ha lasciato?

Beh, un'esperienza positiva, mi ha dato la possibilità di tornare indietro negli anni '80 quando interpretavo i brani di altri, è stata un'esperienza che mi ha dato positività e mi ha permesso di stare insieme ad otto miei colleghi amicissimi, divertentissimi, abbiamo creato un gruppo e ringrazio Carlo e tutta la produzione per l'opportunità che mi è stata data.

Quali sono i progetti futuri? Album in preparazione? Concerti?

E' uscito da circa una settimana il singolo,“Io ti volevo”, che fa parte di un album di 15 pezzi di cui due singoli inediti. E' una raccolta piano e voce di tutti i miei successi, pubblicata già nei negozi digitali, il cd fisico uscirà il 2 aprile. E da lì nascerà un tour solo piano e voce dove racconterò tutta la mia storia musicale e l'album, si chiama appunto “La mia storia piano e voce”

Grazie Marco!

Grazie a te!

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