Excite

Mario Venuti intervistato da Excite

"Mi sento come un decano, Sanremo regala sempre strane sensazioni". Quello che raggiungiamo al telefono fra una pausa di e una photo session e' Mario Venuti, ex guru indiscusso dei Denovo, poi leader incontrastato di se stesso e della sua Crudele e ora di nuovo a capo di un manipolo di musicisti consumati, gli Arancia Sonora

di Slug

L'approccio di Venuti all'intervista e' assolutamente calmo, pacato, rilassato, un'oasi di pace che contrasta con tutto il fastidioso zibaldone di rumori di fondo, commenti, schiamazzi e il tumulto indisponente e disordinato che ogni appuntamento sanremese porta a corollario.
Sanremo e' per definizione un fremere incontrollato, un fervore di preparativi, una gigantesta macchina organizzativa nella quale ogni meccanismo deve far parte dell'insieme. Vietato incepparsi.
Gli orari sono rigidi, le sessioni rigorosamente programmate, eppure lui, che di tutto questo complesso carrozzone ne e' un valido elemento, sembra distaccato, quasi che Sanremo lo debba vivere in poltrona, lontano dal caos, lontano dal brusio incessante. "Se sono venuto a Sanremo e' soltanto per fare una cosa..."

Cosa?
Ho un album da promuovere, nuove canzoni da far conoscere, sono queste le motivazioni principali. Poi aggiungiamoci anche che Sanremo e' un'esperienza obbligatoria da fare per arrivare al grande pubblico.
Al mio nuovo album, che uscira' due giorni dopo il Festival, ci tengo molto e, a giudicare da come sta andando il singolo Qualcosa brucia ancora (n.1 in Italia) si percepisce una grande attesa per il mio ritorno. Tutto cio' mi fa un gran piacere.

Presentaci il brano che porterai a Sanremo, Un altro posto nel mondo. Dobbiamo aspettarci una nuova Crudele?

No, assolutamente. E' una ballata che avra' tempi e stili completamente diversi. Ha un maggior carico emozionale, e' un brano lento ed onesto, che non pensa minimamente al riscontro commerciale che potrebbe ottenere.
Il senso della ballata si percepisce piu' dal testo che e' dolceamaro ed esamina a fondo i lati piu' intimi dell'animo umano, quelli del rapporto a due. E' un testo meno superficiale.

Quando l'hai composto?
Nello stesso periodo di Crudele, nel 2004. L'ho tenuto li' nel cassetto, l'ho fatto fermentare come il miglior vino e ho capito che sarebbe calzato alla perfezione per il Festival. Ne ho intuito da subito le sue notevoli potenzialita'.

A Sanremo ti presenterai nella categoria gruppi assieme agli Arancia Sonora. Come mai questo ritorno alla dimensione da band a distanza di molti anni dall'addio ai Denovo?
Gli Arancia Sonora sono la mia band. Con loro suono da moltissimi anni, con il chitarrista addirittura da 10. Siamo praticamente cresciuti insieme. Con loro ho composto, arrangiato e prodotto tutte le canzoni del nuovo album, mi sembrava giusto e doveroso affrontare tutti insieme l'avventura sanremese.

La domanda a questo punto sorge spontanea: ti senti piu' un solista o il leader di una band?

La band da' evidenti vantaggi dal lato psicologico. La tensione viene condivisa fra tutti e sai a chi chidere in caso di bisogno. Quando sei da solo, invece, e' tutto un altro approccio, molto piu' intimo, personale. A me piacciono tutte e due le dimensioni, per questo motivo alle volte quando suono con la band mi prendo i miei spazi durante il live e resto da solo con la mia voce e la mia chitarra.

Da cosa deriva il nome Arancia Sonora?
E' una dedica alla nostra terra, la Sicilia, patria delle arance rosse. Ovunque andiamo, abbiamo sempre con noi delle arance pronte per essere sbucciate. E' un frutto che contiene tante vitamine importanti per l'organismo.

C'e' qualche artista fra i partecipanti al Festival che ti piace in modo particolare?
Un nome e' certamente quello di Ivan Segreto, non solo perche' e' siciliano come me ma anche perche' ha composto delle splendide canzoni.
Poi c'e' la mia amica Nicky Nicolai con la quale ho avuto il piacere di collaborare per il musical della scorsa stagione Le Tre Caravelle, con Alessandro Preziosi. Ho anche composto un brano che apparira' nel prossimo album di Nicky.

Cosa ne pensi del Festival?
Beh, Sanremo ha sempre avuto un approccio kitsch. Poi, pero', passati i gossip, i vestiti, e tutti quei fiori, resta, si spera, la musica.
C'e' da dire che spesso e' accaduto che una canzone bocciata al festival sia poi stata un successo di vendite. Diciamo, quindi, che Sanremo deve essere preso con le molle in quanto e' una tappa necessaria per chi vuol far conoscere la propria musica ma non esclusiva e/o veritiera.

Ho letto che tu recentemente hai mosso dei dubbi sulla giuria demoscopica che, secondo te, andrebbe ad avvantaggiare la voce potente e il ritornello facile...
Confermo. Io questa giuria demoscopica non l'ho mai vista in faccia e quindi non mi fido delle sue valutazioni.
Per fortuna che l'opinione e la cultura della gente che ascolta musica e compra i dischi e' diversa, piu' raffinata e meno superficiale. Purtroppo la giuria in questione ha la tendenza a fermarsi sui freddi dati ufficiali. La musica, invece, andrebbe giudicata piu' a fondo e non soffermandosi solo sul riff di facile presa o magari sulla voce baritonale e potente. E' l'insieme che fa una buona canzone; i particolari non bastano.

Parliamo del tuo nuovo album. Quanto ci hai messo a tirarlo su?
Il disco ha richiesto un anno di lavorazione, che poi e' il minimo sindacale per offrire al pubblico un buon prodotto.

E come mai il titolo Magneti?
L'ho ripreso da un aneddoto storico che mi e' capitato di leggere un po' di tempo fa. Pare che il magnete aveva presso gli antichi dei poteri suprannaturali, magici. Si diceva che l'amante che portava un magnete al dito avrebbero attirato su di se' l'amore.
Sono le proprieta' dei magneti che mi hanno incuriosito: attraggono e respingono, proprio come la musica.

L'ultima domanda e' sul problema relativo al downloading illegale che sta coinvolgendo tutte le case discografiche. Secondo te e' una forma di democrazia musicale che consente anche a chi non ne ha le possibilita' di farsi conoscere o un problema da risolvere ad ogni costo?

Io lo trovo un problema di cultura musicale presente solo in Italia. La questione del PeerToPeer e' presente in tutta Europa, non solo in Italia. Eppure se vai a leggere i dati di vendite di cd in Inghilterra, riscontri un trend positivo. Allora il problema non e' di natura legale ma culturale. Scaricare la musica gratuitamente e' sbagliato ma sarebbe utile se venisse utilizzato come un pre-ascolto del cd, una sorta di anticipazione all'acquisto.
Il nocciolo della questione e' che la gente vede nel P2P una scorciatoia per sedersi al tavolo del ristorante e mangiare gratuitamente. A forza di dare pasti gratis, pero', la cucina si svuota, offrendo cibi di qualita' sempre piu' scadente.
A rimetterci e' la musica nel suo complesso e il rapporto che esiste fra l'artista e l'ascoltatore.

Se solo i cd costassero di meno...
Si', e' vero, i cd costano troppo. Pero' si deve anche tener conto di quanto costa produrre un cd, vedere tutto il lavoro e le spese che stanno dentro a quel disco di plastica che si trova nel cofanetto.
C'e' l'affitto dello studio, i macchinari, un sacco di collaboratori, gli stumenti, tutto l'entourage della casa discografica e poi i video che non hanno alcun ritorno e che costano 2 o 3 volte quanto la registrazione dell'album. Senza contare l'Iva applicata ad ogni cd.
La gente si sbaglia quando si sofferma al semplice supporto e dice: "Un cd vergine costa 50 centesimi", ci sono anche altre spese da considerare.

La scheda di Mario Venuti
Vai allo speciale Sanremo

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017