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Mauro Di Maggio, l'intervista al nuovo volto della musica italiana

Mauro Di Maggio è esattamente come lo ascolti nei suoi dischi, ha lo stesso atteggiamento gioviale della sua musica, ricalca fedelmente la positività e la simpatia che trasmette nelle canzoni. E' un personaggio da conoscere, che ti coinvolge con il suo fare da ragazzo impenitente che dalla musica ha avuto tutto ma che non si sente affatto arrivato, nonostante il successo radiofonico del singolo "Non ti voglio fermare" e il trionfo di vendite con il suo ultimo cd "In ogni forma".


a cura di
Slug


Mauro è un ragazzo semplice con un grande dono, quello di saper ipnotizzare attraverso una musica sottile ma assai profonda, talmente profonda da sbalordire per la sua insospettabile semplicità. Ricorda per certi aspetti Battisti ma per carità non diteglielo, potrebbe diventare paonazzo. Magari tra qualche anno si potrà nuovamente azzardare il paragone ma non ora, c'è ancora molta strada da percorrere.
Nonostante la sua giovane età, Di Maggio ha alle spalle già molti anni di conservatorio, programmi radiofonici ed un'esperienza importante a Sanremo Giovani nel '96, esperienza dalla quale ne uscì con le ossa rotte ma che servì a formare il suo carattere e, di riflesso, la sua musica.
Lo abbiamo incontrato nella sede della Bmg di Roma e ci ha raccontato un pò di lui, delle sue esperienze e di cosa si prova ad essere considerato il cantautore più interessante del momento. Maglietta casual, jeans ancora più casual e capello sbarazzino, ecco cosa ci ha detto.

Parliamo prima di tutto del tuo ultimo lavoro discografico che sta ottenendo un successo superiore alle aspettative. Hai voluto dare a quasi tutti i pezzi presenti sul cd un taglio piuttosto ironico. Come mai questa scelta?
L'ironia è presente in parecchie canzoni, anche se non in tutte. Diciamo in una buona metà. E' una scelta di personalità, io sono molto positivo, mi piace sdrammatizzare i problemi e non amo lamentarmi. Ti faccio un esempio, un pezzo come "Surf nelle vene" non è allegro perchè racconta una parte della mia vita piuttosto deludente eppure anche ascoltandolo non percepisci tristezza. Sono riuscito a ridere anche sui momenti non esaltanti della mia esistenza e queste sensazioni le ho volute comunicare attraverso le note.

Dunque il tuo motto è sorridere sui problemi della vita...
Non esattamente. Ci sono delle cose sulle quali è impossibile sorridere ma vedere il lato positivo di ogni azione è comunque importante. Se una persona agisce in un modo, giusto o sbagliato che sia, ha evidentemente i suoi motivi per farlo. La mia missione è casomai quella di tirar su di morale i miei amici e le persone che ascoltano la mia musica. Sono molto tranquillo e sereno nell'animo e dunque in grado di aiutare anche chi mi sta intorno. Mi piace vedere le persone sorridere e gioire dopo aver ascoltato un mio pezzo. Credo che stare male su eventi spiacevoli che sono successi non serva a nulla, si deve sempre guardare avanti con ottimismo.

I testi nell'album sono autobiografici oppure ti riferisci ad altre persone?
No, sono assolutamente autobiografici, raccontano la mia vita, o meglio, alcune tracce di essa.

Come hai partorito i pezzi dell'album?
Alcuni hanno visto la luce tra le pareti di casa, altre in studio, una addirittura in macchina. Ho deciso di tirare su i pezzi senza stare troppo a riflettere inizialmente sui dettagli e su particolari di scarsa rilevanza. A me piace raccontare esperienze di vita attraverso una musica semplice, diretta, naturale e vera. Le persone che ascoltano devono riconoscermi in ogni singola nota.

Nonostante la tua giovane età (26 anni, ndr) hai già alle spalle 10 anni di conservatorio, 2 album e moltissimi concerti in giro per l'Italia. Roba da non credere. Hai cominciato presto a suonare, evidentemente.
Quando sfodero questo curriculum molta gente inizialmente stenta a credermi, poi però riesco a convincerla. La mia fortuna è stata cominciare da giovanissimo, grazie anche al mio amore viscerale verso la musica, un amore sbocciato molto presto e grazie anche alla passione dei miei genitori.

Nei credits del cd ringrazi molti artisti italiani e non. Come mai?
Senza dover fare dei nomi, ci sono tantissimi artisti che in Italia hanno fatto la storia della musica. Mi sembrava doveroso omaggiarli almeno nei ringraziamenti visto tutto quello che hanno insegnato a me e ad altri ragazzi come me. Artisti come Battisti, Battiato, De Gregori, Dalla mi hanno formato ed è anche grazie a loro se oggi sto facendo questa musica e questo mestiere. Artisti di tale levatura sono punti di riferimento per molte generazioni, non solo la mia.

Che musica ascolti?
Io ascolto davvero di tutto, adoro la radio e mi tengo aggiornato su ogni nuova uscita discografica. Se devo fare il nome di qualche artista internazionale dico Tom Yorke, Cake, Radiohead, Elephant, Muse, Placebo.
I miei interessi non si fermano alla musica. Vado spesso al cinema e a casa ho scaffali ripieni di dvd e videocassette. Questa estate ho rinunciato alle vacanze per comprarmi un'infinità di cd e film. Sono un vero appassionato di tutto ciò che è arte e spettacolo.

Cosa ti aspetti da questo album?
Sono molto soddisfatto del successo che sto avendo. Il primo singolo "Non ti voglio fermare" è da cinque settimane nella classifica di vendite, il video passa regolarmente su Mtv e ho anche partecipato a Top of the Pops. Ho raggiunto un buon traguardo ma di certo non mi considero "arrivato". Queste conquiste sono un punto di partenza, non di arrivo.

Con quali artisti ti piacerebbe dividere il palco, magari facendogli da spalla?
Ce ne sono molti. Apprezzo la carica di Luca Carboni, la musica di Jovanotti e la genialità di Dalla. Un grande artista della musica italiana mi ha contattato per fare delle serate assieme a lui. Non posso dire ancora chi è ma ti assicuro che quando mi hanno detto il nome mi sono sentito davvero orgoglioso.
Sono venuto a sapere che Syria vorrebbe rifare alcune mie canzoni. Non male vero?

Come giudichi il momento della musica italiana?
E' molto incoraggiante, sono venuti fuori tanti artisti interessanti che faranno bene. Mi riferisco in particolare al Nulceo e alle Vibrazioni. Poi ci sono Cesare Cremonini, Frankie Hi Nrg e Riccardo Sinigallia che sono dalla scena da molto tempo e che continuano a riscuotere successo.

Passiamo ad affrontare il capitolo della musica gratuita in rete. Credi sia un fenomeno da combattere o da promuovere?
Non mi interessa se la gente ascolta la mia musica scaricandola dalla rete, comprando il cd dal marocchino o nei negozi. L'importante è riuscire a raggiungere le persone e comunicargli qualcosa. Io acquisto solo prodotti originali perchè la qualità è decisamente migliore. Ovviamente mi schiero con coloro che cercano di porre un freno a questo dilagare anarchico di musica in rete, anche perchè, facendo questo come lavoro, ho diritto a portare a casa uno stipendio.

Insomma, ti compri i cd originali, ti sei autoprodotto il disco, ti piace tutta la musica. C'è qualcosa che cambieresti di questo mondo oppure sei davvero così buono come dici?
Io non amo le critiche e non sopporto coloro che attaccano senza un motivo. La musica è un concetto così ampio e differenziato che deve poter coinvolgere tutti, senza distinzioni o preclusioni. E' ovvio che ci sono degli artisti che mi piacciono meno di altri ma questo non vuol dire che io li debba criticare. Ad esempio non comprerei mai dei lavori di Tiziano Ferro, Roberto Angelini o Paolo Meneguzzi; le loro canzoni sono anche belle e interessanti ma quello che mi distanzia da quel genere è il suono troppo "elettronico". Io preferisco un sound acustico, più suonato. Tra l'altro un'esperienza di arrangiamento elettronico l'ho fatta anch'io su un pezzo che era "il tempo va" uscito un paio d'anni fa.
Detto ciò, la musica è molto personale ed ogni individuo deve essere libero di ascoltare a seconda dei propri gusti.

Ho letto che Fiorello ti stima e ti segue con interesse. Come lo hai conosciuto?
Il tutto risale all'uscita di "Il tempo va", una mia vecchia hit. Fiorello si innamorò del mio pezzo e cominciò a spingerlo in radio. Dopo un pò di tempo cominciai a lavorare con Ambra Angioini su Radio Rai 2 e tutte le sere mi esibivo in trasmissione suonando le mie canzoni. Un giorno chiamò Fiorello e si mise a duettare con me al telefono in diretta. Fu una cosa divertentissima ed assolutamente inaspettata.

Nella tua carriera hai avuto una sola esperienza al Festival di Sanremo. Un'esperienza che non è andata esattamente come ti aspettavi. Ne vuoi parlare?
Sanremo è stata un'esperienza che mi ha formato come uomo prima che come artista. Dal punto di vista caratteriale è stata utilissima.
Ho partecipato all'edizione del '96 che avevo 18 anni, era la prima volta che mi esibivo davanti ad un pubblico di quel genere. Diciamo che il teatro Ariston mi ha battezzato artisticamente.
Dopo aver partecipato a Sanremo mi sono sentito chiuso in un angolo e di fronte a me si è spalancato il buio. Ho avuto molti problemi personali che si sono ripercossi anche sul lavoro. Le major mi hanno abbandonato e ho passato un periodo infernale. Fortunatamente ne sono venuto fuori cambiato, maturato ed è per questo che non smetterò mai di ringraziare Sanremo per tutto quello che mi ha regalato a livello umano.

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